Anche mister Taurino a fine partita si presenta in conferenza per commentare la prima uscita stagionale del nuovo Avellino. “Buone indicazioni questo pomeriggio, soprattutto dal punto di vista fisico. In questo periodo non abbiamo avuto problemi di infortuni ed è già positivo. Per quanto riguarda quanto visto in campo non fa molto testo, abbiamo lavorato finora soprattutto sotto l'aspetto mentale e di atteggiamento. Tatticamente c'è ancora tanto da fare, speriamo di completare presto la rosa per lavorare con tutti gli effettivi. L'atteggiamento dei ragazzi c'è stato, inutile dire che il risultato conta relativamente ma c'è solo tanto da lavorare”.

Come si lavora serenamente con un gruppetto in uscita?
“Non è facile ma nella vita le cose non vengono mai come uno se le immagina, anzi spesso bisogna adattarsi. Ci sono alcune situazioni da affrontare, con rispetto stiamo lavorando, sappiamo che c'è da lavorare ma non è una cosa che fai dall'oggi al domani. Il mercato non si fa in uno schiocco di dita, la società sta lavorando, bisogna rimanere equilibrati, lucidi e lavorare presto sulla nostra idea di squadra. Può essere domani come tra una settimana, non saprei. Ci sono dei punti cardine su cui lavorare, vogliamo solo giocatori che sposino la causa, che vogliono stare ad Avellino. Se uno vuole andare la società lo metterà in condizione di andare. Se vogliamo avere un'anima bisogna avere gente che abbia qualcosa dentro, se uno non è contento non sarà mai emotivamente coinvolto. Vogliamo persone che sposino questo progetto. Dopodiché sappiamo che vogliamo una squadra con giocatori con esperienza uniti a giovani che vogliano emergere. L'ambizione dei giovani e l'esperienza degli anziani è l'idea della squadra che vogliamo fare. Il direttore è esperto, si sta muovendo, poi a volte si incontra la buca ma cerchiamo di rattopparla e andiamo avanti. Le difficoltà le hanno tutti ma bisogna guardare avanti senza piangersi addosso”.

Che attaccante sta cercando?
“Davanti ora abbiamo tre attaccanti bravi con caratteristiche diverse, sicuramente se dobbiamo prendere un attaccante deve garantirci un certo numero di gol, che sia bravo in fase realizzativa”.

Cosa è successo con Dossena e Bove?
“Inutile puntare su giocatori che hanno la testa altrove”.

Micovschi esterno di centrocampo?
“Ha fatto molto bene, ha avuto un buon impatto, è normale che al di là del valore degli avversari volevo vedere l'atteggiamento. Su alcune situazioni tattiche siamo all'inizio, abbiamo lavorato molto sulla tattica individuale per migliorare le conoscenze dei singoli, ora che la rosa si completa lavoreremo sempre più sull'insieme, come in un'orchestra. Ora stiamo lavorando sui singoli strumenti. E c'è ancora tanto da fare. Ma qualunque lavoro facciamo, se c'è il giusto atteggiamento c'è già un passo avanti”.

A fine amichevole ha incontrato il capo ultrà. Cosa risponde ai tifosi?
“Siamo in una fase in cui ai tifosi non possiamo chiedere niente. Ci dobbiamo predisporre a lavorare per dare tanto per cercare poi di ricevere qualcosa. Tutte le grandi piazze vogliono vincere, posso citarne cento come Lecce che è la mia città, che ha fatto squadroni e non riusciva mai a salire; il Bari ci ha messo 3 anni spendendo tanto, ecc. Il tifoso fa un'equazione: spendere tanto e vincere, ma non sempre viene rispettata. Per me nel calcio si vince in due modi: hai la proprietà ricca, prendi i giocatori più forti e non è detto che vinci, ma è un modo. Secondo modo, costruire un'idea, e questa ti porta a spingere un squadra che anche se non è la migliore, sul campo si comporta come tale. L'idea va costruita, lavorata, io mi baso su quello che ho per fare il massimo. Se il tifoso mi dice di farmi comprare i grandi giocatori lo rispetto, ma io faccio l'allenatore e ognuno ha il suo ruolo. Posso solo metterci tanto impegno, poi sarò giudicato dai risultati come tutti. Se non vuoi essere giudicato cambi mestiere”.

Sugli esterni si può costruire la base del successo?
“Si può migliorare nelle giocate, nella riconquista, nelle marcature preventive, dobbiamo migliorare in tutto ma l'atteggiamento l'ho visto, e in molti giocatori. Va ora consolidato, deve diventare un marchio. L'aggressività giusta al momento giusto. C'è ancora tanto da fare, oggi era importante preparare l'aspetto fisico, abbiamo preferito fare due partite per alzare il minutaggio globale e fare un'ora per ogni gruppo squadra. Abbiamo visto solo qualche germoglio di quello che vogliamo fare, abbiamo solo piantato il seme ma c'è ancora tanto lavoro da fare”.

Serve un quinto elemento in mediana?
“Vediamo, il mercato in uscita inciderà su quello in entrata. Non possiamo avere una rosa di 40 giocatori, abbiamo delle idee, uno di queste potrebbe essere inserire un altro giocatore in mezzo al campo ma prima dobbiamo liberare. E soprattutto dietro bisogna completare qualcosa. Davanti forse è dove siamo messi meglio, poi se si può migliorare il direttore sarà contento di farlo”.

Il suo 3-4-3 sarà un 3-4-2-1 o è una delle opzioni?
“E' una delle opzioni, dipende anche dai giocatori che hai in campo in quel momento, è una delle idee come dicevo prima. Quel germoglio bisogna renderlo più complesso o diventi prevedibile. Dobbiamo conoscere le caratteristiche di ogni giocatore e occupare gli spazi giusti in campo”.

Sbraga potrebbe essere reintegrato?
“Ringrazio i ragazzi che si sono messi a disposizione, anche quelli sul mercato, hanno avuto grande rispetto. Mi infastidisce se le persone non hanno rispetto del lavoro, io rispetto tutti i professionisti al di là delle scelte di mercato. Umanamente io rispetto tutti, è il mio modo di vivere, o sei cresciuto con dei valori o non ce li hai. Io sono fatto così e rispetto tutto, ho chiesto di contraccambiarlo e mi hanno dato tutti disponibilità. Se poi qualcuno nel tempo sovverte le idee iniziali della società o dell'allenatore, ben venga. Se qualcuno ci fa cambiare idea siamo qui per valutarlo, non decidiamo mai a priori, vogliamo solo grande voglia”.

Sezione: Copertina / Data: Gio 28 luglio 2022 alle 20:25
Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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Domenico Fabbricini
autore
Giornalista pubblicista dal 2003, segue l'Avellino dal 2001. Ha collaborato con diverse testate irpine: Il Giornale di Avellino, il Corriere dell'Irpinia, Radio Punto Nuovo, Telenostra, Irpinia Tv. E' fondatore e direttore di TuttoAvellino.it dal 2012, oltre ad aver seguito diversi altri progetti sportivi a livello nazionale.