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Il doppio ex Galderisi: “Padova-Avellino? Entrambe meritano la B. Peccato ne passi una sola”

Il doppio ex della sfida playoff di Padova e Avellino, Giuseppe Nanu Galderisi, ha parlato ad Orticalab della sfida playoff tra i bianco scudati e i lupi. Galderisi è una leggenda del Padova, avendo trascinato i veneti in Serie A nel...

Marco Costanza

Il doppio ex della sfida playoff di Padova e Avellino, Giuseppe Nanu Galderisi, ha parlato ad Orticalab della sfida playoff tra i bianco scudati e i lupi. Galderisi è una leggenda del Padova, avendo trascinato i veneti in Serie A nel 1993-94, ma anche con l'Avellino fu vicino all'impresa dei playoff nel 2007.

Queste le sue parole: "Un vero onore vestire la maglia biancorossa e riuscire a regalare alla piazza di Padova la Serie A. In Irpinia stagione magica fino alla terzultima. I complimenti di mister Vavassori e la rete di Rivaldo mi fecero piangere. Vantaggio psicologico dei lupi rispetto agli avversari che, dopo la sconfitta col Renate, non potranno più sbagliare. Mi aspetto tanto spettacolo". 

Sui ricordi di Padova: "Padova ed Avellino sono state due piazze molto importanti per la mia carriera, ma al tempo stesso due esperienze completamente diverse. Ai tempi del Padova, da calciatore, fu una sfida pazzesca perché puntavamo a qualcosa di importante e, a 32 anni di distanza, riuscimmo a regalare alla piazza il ritorno in Serie A. È stato un grande onore vestire quella maglia e sentire il calore del pubblico che, dopo tanti anni, mi ha ripagato con la nomina di “calciatore del secolo”. 

Sull'Avellino: "Ad Avellino fu un’annata difficile ma molto bella. Ricordo di un gruppo importate che si costruì però nel tempo. All’inizio avemmo molti problemi, soprattutto con i “senatori” del gruppo, infatti nel ritiro precampionato avevo a disposizione solo sei calciatori. Col tempo, insieme allo staff tecnico e al Direttore Sportivo di allora, riuscimmo a costruire una squadra che sulla carta era buona, ma che ci mise un po’ a diventare davvero forte. In alcune gare demmo veramente spettacolo. Centrammo diciassette risultati utili consecutivi, conditi da nove vittorie. Giocavamo un bel calcio e soprattutto segnavamo tanto. Avevo un gruppo che mi seguiva con grande attenzione e credeva in ciò che faceva. Erano uomini veri, che hanno dato tutto per quella maglia. La coppia d’attacco Gaetano Grieco-Felice Evacuo era inarrestabile, Stesso discorso per Raffaele Biancolino che segnò oltre 20 gol in quella stagione. Si sa, nel calcio nulla è perfetto e a tre giornate dalla fine venni esonerato. Non la presi bene ma a distanza di anni quel campionato lo sento ancora mio e ricordo le parole di Giovanni Vavassori (che subentrò alla guida dei lupi dopo l’esonero di Galderisi,) che mi fece i complimenti per il gruppo. Non potevamo perdere quel campionato e ricordo che al gol di Rivaldo scoppiai in lacrime davanti la televisione perché volevo esserci io in panchina".