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Capuano: “Mai rinnegato origini salernitane. Ripresa? E’ difficile tornare a giocare. Silvestri lo riconfermerei”

Capuano: “Mai rinnegato origini salernitane. Ripresa? E’ difficile tornare a giocare. Silvestri lo riconfermerei”

Nel corso dell'intervista rilasciata a RadioPuntoNuovo, Ezio Capuano ha parlato anche di ripresa della stagione, dicendosi pessimista sul ritorno in campo, ma comunque pronto a trascinare l'Avellino se il Coronavirus dovesse dare tregua:...

redazione TuttoAvellino

Nel corso dell'intervista rilasciata a RadioPuntoNuovo, Ezio Capuano ha parlato anche di ripresa della stagione, dicendosi pessimista sul ritorno in campo, ma comunque pronto a trascinare l'Avellino se il Coronavirus dovesse dare tregua: "Mi sento spesso con la famiglia D'Agostino, stiamo aspettando che finisca la Fase-1 del Coronavirus per poterci incontrare e stilare un programma. Ho le capacità e le qualità per far sì che il mio sogno diventi realtà (la Serie A, ndr). Se la famiglia D'Agostino vorrà continuare con me, sarei orgoglioso di continuare. Altrimenti, Avellino rimarrà sempre una squadra che tiferò per sempre, fino alla morte, come altre squadre che ho avuto il piacere di allenare. 

Non ho mai rinnegato le miei origini salernitane. Nel 1996, nell'anno in cui c'era più odio tra Cavese e Salernitana, ho allenato tre anni la Cavese e sono amato. E ho allenato anche la Nocerina e la Paganese, il derby più notevole che esiste in Italia. Le ho allenate entrambe e mi hanno voluto bene entrambe le città. 

Silvestri è un giocatore che ho massacrato, minacciato perché doveva dimagrire. Dal mio arrivo ha perso quattro chili, per lui stravedo, è un '99 e mi piace tantissimo. Se dovessi restare ad Avellino farei di tutto affinché lui rimanga in biancoverde. 

Sono d'accordo con chi dice che in Lega Pro, la prossima stagione, sarà un'ecatombre. Ma stanno perdendo tempo. Per quanto riguarda la ripresa della stagione, pochissime squadre di B e di C possono reggere i protocolli sanitari. Poi ho letto che faranno giocare la Serie A in quattro città del Sud. Io spero di tornare il 4 maggio ad allenarci e di giocare il primo giugno, perché il bello deve ancora venire per l'Avellino. Ma in questo modo, la Serie C non può ripartire. Ghirelli, da buon padre di famiglia, sta riunendo sessanta società, ma ripartire, per la Lega Pro, è pura utopia. Ripartire sarebbe la speranza, ma spero ci siano contributi e soldi per la Serie B, la C e i dilettanti. Nessuno pensa alla Serie D, dove i calciatori giocano per far mangiare le proprie famiglie. Spero che poi le riforme vengano fatte da uomini che hanno a cuore il calcio italiano, ho fiducia in Gravina che conosco dai tempi in cui era presidente del Castel di Sangro, conosco Sibilia e Ghirelli. Loro sanno bene come farci ripartire. 

I ragazzi vogliono tornare in campo anche domattina. Ma sono oltre 40 giorni che si allenano con le bottiglie di acqua, con la scala, con le palline da tennis sperando di riprendere a giocare. Adesso continuare a lavorare sulla forza fisica è deleteria e non sappiamo cosa fargli fare, c'è anche il rischio che, nel momento in cui riprendono gli allenamenti, ci possano essere degli infortuni. Se dovessimo tornare a giocare sono certo che arriveremmo lontanissimo. Avremo un cammino complicato, affrontiamo squadre importanti, ma anche scontri diretti in casa.

Cosa dico ai tifosi? Che li amo tutti. Da parte mia ci metterò sempre impegno e vi farò rispettare, i calciatori suderanno la maglia per voi. Conoscevo Avellino, io una notte sono scappato da Pescopagano, nel 1977. C'era la partita di Coppa Italia con la Juventus, la notte ho dormito ad Avellino, mio padre mi cercava, quando tornai gli dissi: "Papà quanto è bello il Partenio".