Intervistato da "Il Nobile calcio", l'ex difensore dell'Avellino, Cesare Cattaneo, ha ripercorso la sua storia in biancoverde, parlando di tanti aneddoti che lo legano al passato a partire dal suo arrivo in Irpinia. 

Queste le sue parole: “Quando mi proposero Avellino, ebbi non pochi dubbi prima di accettare. All’epoca a stento si sapeva dove fosse ubicata geograficamente la città! Ed invece quella scelta fu determinante per la mia carriera di calciatore, perché mi diede la possibilità di raggiungere la massima serie e di ottenere notorietà”.

Con la maglia verde numero cinque, lo stopper brianzolo prese parte alla cavalcata vincente dell’Avellino di Carosi che conquistò la serie A mandando in visibilio un’intera provincia. “Quell’anno a tutto pensavamo tranne che a vincere il campionato o a salire in Serie A. Era stata costruita una squadra composta da tanti giovani o da gente un po’ più grande che, come me, veniva da infortuni o da annate non proprio brillanti. Insomma, sembravamo un’armata Brancaleone. Invece, pian piano, grazie ad una società tranquilla, al calore dei tifosi ed al rapporto che si creò tra tutti noi calciatori alla fine ottenemmo un risultato alla vigilia inatteso”.

Sugli avversari: "“Beppe Savoldi era la mia bestia nera – ricorda – riusciva quasi sempre a beffarmi e a far gol. Con gli altri mi arrangiavo: dove non arrivavo con la tecnica sopperivo con… la grinta!”. Ad Avellino Cattaneo ha vissuto sulla sua pelle il dramma del sisma del 1980, la difficoltà ad andare avanti in uno scenario di devastazione, di dolore, di povertà". 

Cosa gli ha insegnato Avellino: “Imparammo cosa fosse la sofferenza, cosa significasse la parola sacrificio. Per più di un mese vivemmo tutti insieme, imparando a conoscerci meglio. Questo contatto risultò determinante ai fini dei risultati ed ottenemmo una salvezza che ha ancora oggi ha del miracoloso”.

E quell’anno l’arcigno difensore si tolse anche lo sfizio di fare gol al Milan, la squadra in cui era cresciuto calcisticamente. “Albertosi uscì a vuoto – ricorda – ed io riuscii a colpire la palla con il ginocchio. Grazie a quel gol pareggiammo la partita conquistando un punto importantissimo”.

Dopo quattro anni in Irpinia, Cattaneo si trasferì ad Udine dove rimase altre quattro stagioni prima di passare al Varese per poi chiudere la carriera a Vicenza. “Son passati ormai tanti anni da quando sono andato via da Avellino, ma l’affetto per quei colori è rimasto immutato”.

Sezione: Focus / Data: Gio 15 aprile 2021 alle 10:30
Autore: Marco Costanza
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