Si sapeva che sarebbe stata una partita difficile, quasi proibitiva in casa della prima della classe, ma l'Avellino a Venezia ha subito una vera lezione di calcio, subendo il gioco dei padroni di casa per tutti i novanta minuti. Eppure il fortino costruito da Ballardini stava reggendo fino all'espulsione di Tutino, che ha fatto saltare tutti gli equilibri e in pratica in sei minuti il Venezia ha chiuso la pratica, limitandosi a gestire nella ripresa.

Partita a senso unico fin dall'inizio, i padroni di casa comandano il gioco, l'Avellino difende compatto, tutti dietro la linea del pallone e pressing alto. La tattica approntata da Ballardini (un 5-3-2 in pratica) regge fino al 34' quando Tutino interviene a gamba alta su Franjic e si prende il rosso diretto (sempre Mucera che anche a Carrara lasciò i Lupi in dieci con l'espulsione di Enrici). Qui l'Avellino si scioglie e in sei minuti prende tre gol: al 38' gran parata di Daffara su Busio, sulla linea salva Reale poi Hainaut la rimette in mezzo dove Dagasso infila sotto le gambe del portiere. Passano due minuti e su cross di Sagrado Reale la combina grossa, deviando involontariamente nella propria porta. In confusione l'Avellino subisce anche il terzo gol al 44', lasciando a Busio farsi tutto il campo prima di scaricare il destro all'incrocio.

Nella ripresa Ballardini prova a cambiare qualcosa: fuori Enrici, Palumbo e Kumi, dentro Russo, Le Borgne e Patierno. Avellino col 4-3-2: Missori, Simic, Reale e Fontanarosa in difesa; Sounas, Le Borgne e Insigne a centrocampo; Patierno e Russo davanti. Ma non cambia molto, è il Venezia a dirigere le danze con l'Avellino che non riesce quasi mai ad affacciarsi dalle parti di Stankovic. Entra anche Armellino per Sounas, Ballardini ne approfitta per vedere all'opera tutti gli effettivi a disposizione. Non accade molto nella ripresa, forte dei tre gol di vantaggio il Venezia bada ad amministrare il gioco e a dosare le forze, date anche le tre partite in sette giorni; l'Avellino gira a vuoto rincorrendo la palla senza successo. Nel finale c'è spazio anche per D'Andrea che rileva Insigne e si rivede così in campo dopo il lungo infortunio. Ma piove sul bagnato perché all'85' Le Borgne è in ritardo e compie un fallo sul velocissimo Yeboah e si prende il secondo giallo: Avellino in nove. Il sigillo arriva al 90' con un gran sinistro a giro di Dagasso che si infila all'incrocio, imparabile per Daffara.

Non si registreranno tiri in porta dell'Avellino a parte il tentativo velleitario e alto di Tutino nel primo tempo, ventiquattro tentativi a tre totali, 73% di possesso palla contro 27%. Un dato che dice tutto. Una partita che ha evidenziato tutti i limiti e i problemi di questa squadra, portati al 'Penzo' all'ennesima potenza.

Sezione: Focus / Data: Mar 03 marzo 2026 alle 21:53
Autore: Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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