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Ghirelli: “Rischio stop campionato? Situazione sotto controllo, ma già esiste il piano B”

Il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli ha rilasciato una lunga intervista a TuttoC, nella quale ha parlato di ritorno agli stadi e di ipotetico nuovo stop del campionato in caso di peggioramento dell'emergenza Covid. "Al...

redazione TuttoAvellino

Il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli ha rilasciato una lunga intervista a TuttoC, nella quale ha parlato di ritorno agli stadi e di ipotetico nuovo stop del campionato in caso di peggioramento dell'emergenza Covid.

"Al momento attuale, se si esclude il cluster della Cavese e del Cesena, la situazione sembra tenere. A oggi la situazione è abbastanza sotto controllo. Però, certo, qualche nube pesante all’orizzonte si vede. Sarebbe un colpo pesante bloccarlo, credo anche di più rispetto all’anno scorso. Sarebbe un segnale non positivo. Dobbiamo andare avanti con saggezza. Il piano B esiste. Anzi, parlo al plurale. Esiste il piano B, C, D, E. Li abbiamo previsti mesi fa. Poi, come dissi allora, bisogna adattare il piano da seguire al momento particolare nel momento in cui dovesse scattare. Esistono i piani alternativi, spero non ci sia bisogno di farvi ricorso.

Siamo logorati da un periodo lunghissimo. Dobbiamo rivedere la gente allo stadio, o comunque dare questo obiettivo: non possiamo togliere la speranza, la fiducia, uno spiraglio per poter attraversare la frontiera. Vedere la gente allo stadio vorrebbe dire che questo Paese sta meglio. Riforma? Non dobbiamo ragionare sui numeri: aumentiamo/diminuiamo. Quello viene dopo. Noi dobbiamo chiederci se è sostenibile questo calcio, dalla Serie A alla Serie D. Al termine, si può ragionare anche sul numero.

Io, essendo uno che è passato da 90 a 60 club, di tutti quelli che si siederanno al tavolo, non ho problemi o timori sui numeri. Ma so anche un’altra cosa: quando siamo passati da 90 a 60 non abbiamo risolto granché. Era un’autoriforma, fatta tutta da noi perché altri non hanno voluta farla: questo era il problema. Dobbiamo ragionare a sistema, altrimenti il rischio è ragionare ancora e solo sui numeri: 90 e 60 ce li potevamo giocare alla tombola. Io non voglio giocare a tombola, ma affrontare il problema che ci pongono i giovani”.