L'Avellino si aggrappa anche a Pasquale Pane, grande protagonista nel 2-2 con il Catanzaro. Il portiere classe 1990, è stato decisivo con la parata sul calcio di rigore di Iemmello al 93', per regalare il punto ai lupi, conquistato con grinta e sacrificio in rimonta dalla compagine di Rastelli. Pane, enorme esperienza, grandi qualità da leader, mai una parola fuori posto e soprattutto umiltà da vero professionista. I tifosi biancoverdi oggi acclamano il loro portiere, che incarna quei valori che in tanti vorrebbero vedere nei propri capitani. Un leader che da due anni è ad Avellino e non ha mai fatto polemiche, alzato la voce, anche per dire che giocava poco. Pasquale Pane rappresenta l'emblema del professionista serio, lavoro, lavoro, allenamento, ma è anche una persona scherzosa, che tutti i compagni apprezzano e rispettano. Probabilmente il vero capitano di questo Avellino, come tanti tifosi dicevano allo stadio, visto anche la sua lunga militanza nel club, giusta alla sua terza stagione. Non ce ne voglia Aya o Di Gaudio.
Il suo è un lavoro quasi del tutto mentale, come ha spiegato ieri in conferenza stampa. Non è facile essere un secondo portiere, giocare una volta ogni 4-5 mesi e farsi trovare sempre pronto. Ma se Rastelli ha scelto lui, dopo l'infortunio a Marcone, è perchè ha visto il professionista, ha visto un ragazzo che si allena sodo, come detto, come se dovesse giocare ogni partita. Sarebbe troppo facile gettare la spugna, dire in settimana, "ma tanto domenica non gioco, oggi mi alleno meno, questo esercizio lo faccio con meno intensità". Soprattutto se, come quest'anno, ci sarebbero ben 3 portieri che possono essere titolari ovunque in Serie C. Marcone, Forte e Pane. In tanti potrebbero pensare questo, ma Pane no. Lavora e si sacrifica, nonostante da 2 anni e mezzo abbia giocato non tantissimo. Conta infatti 18 presenze totali con la maglia dell'Avellino.
Arrivato per fare il vice di Forte nel 2020, è stato il primo ad essere riconfermato questa estate, magari con la speranza che potesse essere arrivato il suo momento. Invece si è ritrovato ancora a fare il vice, stavolta a Marcone (anche se ha saltato gran parte del ritiro per infortunio). Ora, con il reintegro di Forte, sono addirittura 3 a contendersi un posto. Ma questo non scoraggia Pasquale.
Il lavoro mentale è tutto, come ha ammesso il portiere, per essere pronti in qualsiasi istante, anche magari a entrare a freddo a gara in corso. Pane lavora tanto sotto questo aspetto, ed è anche un grande uomo spogliatoio.
Ieri ha avuto la serata che meritava, una grande soddisfazione, una gioia per se stesso e per il popolo biancoverde, che non meritava di perdere quella partita. Come ha ammesso in conferenza stampa, Pane aveva immaginato di parare un rigore a Iemmello: "Avevo una sensazione positiva, nel riscaldamento ho chiesto se il rigorista del Catanzaro fosse ancora Iemmello. E quando mi hanno detto di sì, mi si è accesa una luce al mio interno, come se già sapessi cosa sarebbe accaduto". Ed è accaduto al 93', in una parata che ha fatto esplodere il Partenio-Lombardi e liberato il popolo irpino in un unico grande urlo di gioia, come dopo un gol. Sui social girano fotomontaggi iconici del portiere, con una aureola, che da ieri è San Pasquale Pane da Avellino. E Pane sa che il ruolo del portiere è così, ieri beatificato, e magari al primo errore sarà crocifisso, ma questo fa parte del mestiere.
Ieri sera è partito davvero un nuovo campionato per l'Avellino, e magari, anche un nuovo campionato per Pane, che merita di vivere questi successi, lo merita l'uomo e il professionista, che difende con onore e rispetto per questi colori, un vero leaderi pali dell'Avellino.
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