L'ex primavera bianconero Giuseppe Giovinco, attualmente in forza all'Esperia Viareggio ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com, ha parlato del fratello Sebastian e dei suoi sogni da calciatore.

Vivere costantamente paragonato a Sebastian non deve essere stato facile per Giuseppe: "Ormai ci ho fatto l'abitudine visto che mi capita di continuo, diciamo ogni giorno. Magari le persone devono capire che io sono io e lui è lui, ma io la prendo come stimolo per lavorare di più. Però abbiamo molte differenze,  lui è chiuso ed io sono più aperto, diciamo che io ho la faccia di bronzo; mentre lui non dà confidenza, a me piace giocherellare. La diversità poi è nella statura, io sono poco più alto: uno e 67, tre centimetri più di Seba".

I due fratelli hanno anche avuto modo di sfidarsi entrambi con la maglia della Juve: "Abbiamo giocato insieme il primo anno quando lui è tornato alla Juve ed io ero in primavera, ma abbiamo giocato contro. E poi d''estate giochiamo assieme per tenerci in forma, organizziamo qualche partita". Una passione quella per il calcio nata in un piccolo campetto: "Nostra mamma lavorava in una sala giochi e dietro c'era una campetto, dove con altri bambini giocavamo a palla, poi abbiamo iniziato subito a frequentare le scuole calcio: avevamo quattro anni". 

Per via dei reciproci impegni i Giovinco non si vedono però molto spesso: "Diciamo che ci sentiamo spesso ed io lo vedo in tv. A parte gli scherzi, non abbiamo tanto tempo per vederci, essendo io a Viareggio e lui a Torino. Io lo seguo magari quando gioca durante la settimana o a Firenze o a Parma.  Anche le vacanze la facevamo insieme solo da piccoli ed ora ogni tanto anche perché diventa davvero difficile farle combaciare. Anche questa estate lui è partito più tardi per gli Europei e spero per lui che ne possa avere sempre meno: vuol dire che avrà ancora tanti anni in Nazionale".

Sull'antipatia dichiarata del fratello, Giuseppe così commenta:"Visto che tutti hanno sempre da ridire su di lui, si sente di essere antipatico, ma noi sappiamo che sia nel bene che nel male basta che se ne parli. Le critiche però non lo scalfiscono, anche perché basta che al mister dimostri il valore sul campo".

.Sui pregi e difetti di entrambi invece: "Diciamo che abbiamo tanti pregi, entrambi però siamo troppo buoni e questo può risultare un difetto. Specialmente lui deve 'essere più cattivo, sportivamente parlando. Ma qualità ne ha tante, sul campo e fuori".

Il sogno di Giuseppe è quello di raggiungere il fratello nella massima serie: "Giocare in serie A. Magari incontrare un giorno mio fratello: giocarci insieme credo non sia possibile, ma contro spero un giorno possa capitare".

L'esperienza all'Esperia è per il momento positiva: "Sì, stiamo andando bene; finalmente gioco nel mio ruolo naturale e gioco con continuità. Ci siamo ritagliati un posto tra le prime quattro ben sapendo che possiamo dare anche di più".

Sezione: L'Avversario / Data: Ven 26 ottobre 2012 alle 11:12
Autore: Mario Petillo
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