Il presidente della Lega Pro, Matteo Marani, ha parlato al Corriere dello Sport, soffermandosi sul tema della riforma del calcio italiano. 
Queste le sue parole: "Noi lavoriamo di squadra. Non farò mai l’uomo solo al comando. Siamo arrivati a trasmettere su Sky, che ringrazierò sempre - prosegue Marani -, abbiamo per la prima volta un title sponsor, Now, abbiamo distribuito ai club il doppio dei ricavi delle tv superando il tetto dei 6 milioni. E oggi con 18 regioni rappresentate, 4 milioni di tifosi e un’attenzione ai costi nata con il mio predecessore Ghirelli siamo più sostenibili. La soddisfazione più grande è vedere nei presidenti un nuovo orgoglio nel far parte della categoria: prima volevano tutti scappare via. Però non è possibile che in prima classe si stappi lo champagne e in terza si fatichi a mangiare. Spesso qui in sede guardo il Pallone d’Oro che i club regalarono a Franchi quando fu eletto presidente Uefa: quello era un sistema che faceva squadra e che infatti vinceva".

E conclude: " La categoria che ha lanciato Baggio, Riva, Zola e tanti altri ha il 2% della mutualità del sistema. La Bundes alle serie inferiori riversa il 20%, la Ligue1 il 19%, la Premier vende i diritti tv insieme alle categorie minori, in Spagna quelli commerciali sono in parte divisi. La riforma è questione di sostenibilità. Gravina ha convocato un’assemblea a marzo per togliere il diritto d’intesa se le componenti non si mettessero d’accordo. Siamo al punto di non ritorno".

Sezione: News / Data: Gio 30 novembre 2023 alle 11:30
Autore: Marco Costanza
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