D'Angelo: "Magliette in vendita per il Moscati. Per me la stagione è chiusa e per il taglio degli stipendi..."

30.03.2020 17:40 di redazione TuttoAvellino Twitter:    Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
D'Angelo: "Magliette in vendita per il Moscati. Per me la stagione è chiusa e per il taglio degli stipendi..."

L'ex capitano dell'Avellino, Angelo D'Angelo ha parlato a Linea Verde Sport, su SportChannel, raccontando l'iniziativa benefica per il Moscati e il suo passato da calciatore biancoverde: "Ho pensato di fare questo gesto, nel mio piccolo, dando il mio contributo ad alcuni ospedali della regione. Mi ha fornito un bell'assist Marco Biagianti del Catania, con cui mi sento spesso. Ho pensato a questa asta di beneficenza, mettendo in vendita le mie magliette che rappresentano le mie tappe calcistiche. Mi piange il cuore, ma penso di avere fatto la scelta più giusta. C'è pure la maglietta che mi diede Marchisio allo Juventus Stadium, non l'ho mai lavata. Ho ricevuto tantissimi messaggi di stima, sono contento di aver suscitato questo interesse. Spero nella generosità della gente, facendo un'offerta importante per una maglietta possono aiutare la loro città. Avellino è stata e lo è ancora una tappa importante della mia vita. Ecco perché ho messo il Moscati nell'iniziativa assieme agli ospedali di Vallo della Lucania e Caserta

L'eventuale ripresa del campionato? Ho un presentimento, secondo me la stagione finisce qua. Perché non sappiamo di cosa parliamo, al Sud non abbiamo toccato il picco del contagio. E poi penso che sia un discorso prettamente economico. C'è gente chiusa in casa, ci sono calciatori lontani dalle famiglie, anche giovani di 18 anni. La vedo difficile ricominciare. Il problema principale è il taglio degli stipendi, io sono rappresentante dell'Aic e sento che i calciatori vogliono giocare. Noi siamo una categoria diversa rispetto ai calciatori di Serie A, qui si guadagna 1000 euro al mese, non si può decurtare uno stipendio del genere. Questa situazione ce la porteremo dietro per un po' di tempo.

L'Avellino? Ieri, in una diretta Instagram, ho raccontato la partita dell'andata. Per me non è stata una semplice partita, quando ho segnato il 2-0 ho sentito qualcosa dentro molto strana, che non si può commentare. L'affrontare quella maglia verde non è stato semplice, nei primi venti minuti ero assente. Quelli che erano i miei tifosi, quelli che mi hanno fatto diventare calciatori, erano dall'altra parte dello stadio. L'odio nei miei confronti? E' andata come è andata, sono contento di quello che ho fatto. Non ho esultato al gol di Starita, ho segnato, ho chiesto scusa e a fine partita me ne sono tornato nello spogliatoio mentre i compagni esultavano sotto la nostra curva. Ringrazio i sostenitori biancoverdi, lo farò sempre