Massimo Rastelli, allenatore dell'Avellino, è stato ospite della prima puntata di "Notte Ritiro", di Prima Tivvù.
Queste le dichiarazioni dell'allenatore biancoverde: "L'unità di intenti è fondamentale, abbiamo affrontato questo argomento in tante circostanze. Partiamo per una nuova stagione, dove proveremo a mettere una pietra sulla scorsa. Bisogna ripartire da un clima sereno, per cercare di dare quel qualcosa in più, in particolare per i nuovi arrivati, farli partite con entusiasmo. Io ho provato belle emozioni e cerco di trasmetterle al gruppo, cercando di cancellare quella brutta immagine dell'Avellino della scorsa stagione. Abbiamo bisogno di entusiasmo e cercheremo di alimentarlo settimana dopo settimana".
Sul mercato: "Con Perinetti e anche con il suo staff si è creato subito un ottimo feeling, c'è un bel dialogo, ci siamo sentiti spesso, abbiamo messo a punto le mie idee, ci siamo confrontati e c'è stato un lavoro ottimale per venire incontro alle mie esigenze, Alcuni obiettivi che ci eravamo prefissati sono stati raggiunti, tipo il portiere, il play, il trequartista, sono acquisti importanti per la categoria. Mancano ancora dei tasselli, e ci siamo riservati di valutare in ritiro questa fase e poi eventualmente operare con delle indicazioni che darò dove eventualmente migliorare. Manca un mese e mezzo alla fine del mercato, c'è tempo per puntellare l'organico. L'importante è avere una buona ossatura per il ritiro. Questa è la parte principale della stagione, come dissi nella conferenza di metà giugno, perchè si può lavorare senza pressioni, i giocatori hanno tempo per assimilare i miei dogmi e quindi avere un organico già importante è fondamentale per iniziare a lavorare".
Sul lavoro: "Sono consapevole dell'annata difficile che ci attende, sono consapevole di dover trasmettere qualcosa ai calciatori. Io darò sempre il massimo, ma non sempre le ciambelle escono con il buco. Essere ripartito dal ritiro ad Avellino significa avere una grande opportunità, in una grande piazza, una società ambiziosa, i direttori mi danno una mano, sono concentrato sul lavoro e ho una rabbia e una voglia di riscatto, che cerco di trasmettere ai miei giocatori".
Su Cionek: "E' chiaro che con l'uscita di Auriletto un centrale serve. Valuteremo diversi profili, poi capiremo chi prendere. Cionek? Mai avuto, l'ho affrontato da avversario, è un giocatore molto cattivo, aggressivo, mi dà l'idea di Leo Criaco, quando abbiamo vinto il campionato nel 2005. E' un giocatore non più giovanissimo ma che si fa rispettare".
Sul centrocampista che manca: "Noi ad oggi abbiamo sei centrocampisti. Quello che dissi a fine mercato a gennaio, lo ribadisco. E' un centrocampo, ad oggi, che se è al 100% , è completo come caratteristiche. Perchè abbiamo elementi tecnici, di sostanza, di qualità. Mazzocco, Dall'Oglio, Matera sono completi che garantiscono qualità e quantità, e anche fisicità. Palmiero è un giocatore molto tignoso e aggressivo, caratteristiche che avevo chiesto. Maisto e D'Angelo sono più tecnici e leggerini, meno bravi in fase di contrasto ma si buttano dentro in zona offensiva e sono qualità che mi piacciono. Poi valuteremo in ritiro altri elementi che si portano dietro qualche situazioni dalla scorsa stagione".
Sugli attaccanti: "Sia Marconi che Patierno possono giocare da prima punta e sanno fare da raccordo. Possono anche giocare insieme. Abbiamo inserito con Sgarbi un elemento veloce, fisico, alto, che attacca la profondità, una caratteristiche che ci mancava".
Sul sistema di gioco: "E' un sistema di gioco che piace tanto, ho fatto ad Avellino nell'anno della promozione, ho fatto a Cagliari, ci permette di essere molto aggressivi, un modulo che ci permette di essere sempre propositivi. Stiamo lavorando per assimilare i movimenti, trovare le giuste distanze, quindi, è buono conoscerci e lavorare. Il campo dirà quale saranno i risultati, non esiste un modulo diverso. In una partita ci sono tante partite, si può cambiare sistema di gioco a partita in corso, avere giocatori duttili ed è importante".
Sulla preparazione: "Cerchiamo di mettere le basi per il lavoro a secco, stiamo mettendo in chiari gli obiettivi che vogliamo raggiungere. Con i collaboratori stiamo lavorando su tanti aspetti di gioco e su principi di finalizzazione, che deve essere il coronamento di tutto il lavoro. Stiamo valutando bene il carico di lavoro, se c'è da integrare qualcosa o abbassare qualcosina, cercando di portare tutti avanti e senza perdere pedine per strada. Le preparazioni sono cambiate, le distanze si sono ridotte, ci sono più distanze brevi, intensità, cambi di direzione".
Sul leader: "Deve essere tutto il gruppo quest'anno. Se riusciamo a formare un gruppo granitico e forte, chiunque riesce ad emergere. Ognuno ha la propria personalità, carattere, esperienza, caratteristiche che sono mancate l'anno scorso e abbiamo cercato di metterla quest'anno".
Immagini del passato: "Sono quelle immagini che vinci, come la festa a Catanzaro dopo il gol di Zigoni, di quella promozione inattesa. Le eccessive attese e pressioni possono portare anche a creare problemi".
Su Russo: "E' un infortunio importante e grave, le tempistiche dicono sempre sui 5 mesi, lui ha lavorato molto i questi mesi, mi auguro che possa essere a disposizione per fine settembre, poi ci vorrà del tempo per riprendere la condizione e cercare di evitare le ricadute".
I tasselli mancanti: "Come ho detto un centrale bisogna prenderlo essendo partito Auriletto. Poi valuteremo in ritiro, strada facendo, qui c'è il direttore Condò e parliamo quotidianamente".
Gli obiettivi: "Fare un campionato da protagonista, l'Avellino in Serie C deve fare un campionato d'elite. Proveremo a fare un campionato ambizioso, poi ci sono anche gli avversari, sarà un girone durissimo, proveremo a giocarcela".
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