L'Avellino esordisce nella stagione 2020/21 con una sconfitta e la conseguente eliminazione, al primo turno, dalla Coppa Italia. Ma per come la squadra è arrivata a questa partita e per il modo in cui l'ha giocata, verrebbe quasi da dire che va anche bene così. Proviamo infatti ad analizzare un attimo la gara di Meda al di là del risultato, sul quale peraltro ci sarebbe da discutere per alcune scelte arbitrali molto dubbie, come l'espulsione di Silvestri e il mancato rigore per fallo di mani in area dei lombardi non ravvisato. L'Avellino è arrivato a questa partita con soli 16 effettivi, di cui 14 di movimento, diventati poi 13 per il forfait last minute di Aloi, che ha preferito restare a riposo precauzionale per smaltire del tutto la botta subita nell'ultimo test amichevole. E' scesa in campo una squadra che giocava insieme per la prima volta, alcuni giocatori avevano pochi allenamenti nelle gambe, contro un Renate ben più collaudato, che si allena insieme da diverso tempo apparso subito più compatto, fisicamente più avanti, più in palla. La differenza si è vista subito con un Renate che, come ha sottolineato anche Braglia, è partito subito meglio, ha trovato il gol e ha messo più volte in difficoltà l'Avellino con veloci ripartenze. Da registrare la difesa, in affanno sulle accelerazioni del Renate e ancora un po' in bambola in alcune situazioni.

Hanno però funzionato piuttosto bene le fasce, Adamo e Ciancio (pur con pochissimi allenamenti nelle gambe) hanno mostrato vivacità e intraprendenza, anche se va rivista la fase difensiva dei due, spesso bloccati in avanti. In mezzo al campo non si è fatto granchè, se si esclude qualche lampo di De Francesco, che però deve ancora ritrovare la migliore forma fisica. Bene invece Santaniello, il più positivo, così come Forte, tra i migliori in campo. Maniero ha dimostrato potenzialità ma ancora avulso dal gioco. Dopo i primi venti minuti di difficoltà, complice forse anche il tanto tempo lontano dal campo (in partite ufficiali) la squadra ha cominciato a girare, si è sciolta, e ha anche costruito qualche buona azione. Nel secondo tempo il secondo gol e l'espulsione, dubbia, di Silvestri hanno praticamente tagliato le gambe all'Avellino che ha accusato il colpo per qualche minuto, per poi ripartire a spron battuto nel finale. Bravo Braglia a crederci e a inserire il terzo attaccante per uno spento Bruzzo, bravo a riequilibrare la formazione anche in dieci, e così l'eurogol di Burgio ha ridato linfa all'Avellino, che nel finale ha chiuso praticamente il Renate nella sua metà campo andando ripetutamente vicino al gol del pari.

Al netto degli episodi quindi, considerata l'espulsione affrettata, i pochi cambi a disposizione (solo Burgio e Bernardotto) e la reazione finale che magari in undici contro undici avrebbe anche potuto portare al gol, in fin dei conti ci sono diverse cose da salvare in vista della prima di campionato. Certo non si può pensare di affrontare un campionato con 19 elementi (perché Rizzo, D'Angelo e Nikolic saranno presto tesserati) e senza una condizione fisica adeguata. L'Avellino pagherà, come lo scorso anno, un po' di ritardo nelle prime giornate, ma se la 'garra' che mister Braglia ha già saputo trasmettere alla squadra sarà questo, l'Avellino potrà presto rimettersi in carreggiata e dire la sua in campionato. Come del resto tutti gli addetti ai lavori hanno già predetto quasi all'unanimità.

Potrebbe arrivare già domani l'altro Silvestri, Luigi del Potenza, è viva la pista che porta a Pinto del Catania: superando quota 20 tesserati la situazione andrà finalmente normalizzandosi, e a quel punto servirà solo benzina nelle gambe per vedere all'opera il vero Avellino. Non quello ancora in cantiere visto all'opera a Meda.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 23 settembre 2020 alle 22:05
Autore: Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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