Finisce qui, con un risultato forse anche troppo severo per quanto visto in campo, il campionato 2025/26 dell'Avellino. Con un'eliminazione per 3-0 al turno preliminare dei playoff che era comunque preventivabile con due risultati su tre a favore dei padroni di casa che partivano dal vantaggio di dieci punti e tre posizioni in più in classifica, ma va bene così. L'Avellino è arrivato a questi playoff di slancio, come un corridore che si lancia con le ultime energie sulla linea del traguardo al fotofinish, raggiungendo in maniera anche un po' insperata, ma meritata, la post season, e che ha potuto mettere la ciliegina sulla torta di un campionato che resta ottimo togliendosi anche la soddisfazione di giocarsi i playoff per la promozione in A da matricola. Ma sapevamo tutti che non era l'Avellino la squadra che poteva giocarsi la A in questa roulette di fine campionato. Avrebbe potuto tirare fuori il coniglio dal cilindro, sorprendere magari il Catanzaro come ha fatto nel pomeriggio la Juve Stabia a Modena, ma non avrebbe potuto comunque competere con corazzate come Palermo e Monza, costruite con l'intento di andare in A.
L'Avellino se l'è giocata, ha preso parte alla post season forte di un regolamento che in molti in settimana hanno criticato, chiedendosi il motivo per cui una squadra arrivata ottava a 27 punti dalla terza dovesse giocarsi le stesse chance di andare in serie A, ha lottato ma ha perso. Sapeva di non avere nulla da perdere e tutto da guadagnare, ma ha prevalso la maggiore esperienza, la maggiore capacità sottoporta e determinazione del Catanzaro, che ha passato il turno con merito. Resta senz'altro il rammarico per alcune occasioni che si sarebbero potute sfruttare meglio come i tiri di Besaggio e Sounas respinti da Pigliacelli nel primo tempo, o le incredibili occasioni capitate sulla testa e sui piedi di Pandolfi nel secondo tempo, che ha sbagliato a pochi metri dalla porta, entrando in campo anche a sorpresa dopo un campionato condotto per lo più in panchina. Ma resta la consapevolezza che questa squadra non era comunque pronta per il salto in massima serie, senza un'ossatura adatta, senza strutture alle spalle, senza una programmazione. La qualificazione ai playoff resta il giusto premio per una squadra e una dirigenza che ha condotto un campionato magistrale alla prima in B dopo 7 anni, e che può far tesoro di questo ottavo posto per cominciare, da qui, a costruire un futuro importante, senza fretta, senza bruciare le tappe. Ma compiendo i passi giusti nei tempo consoni.
L'Avellino, si diceva, ha condotto un signor campionato, tra alti e bassi come si conviene a una neopromossa, senza mai rischiare tranne nel periodo difficile di Biancolino che ha poi portato all'avvicendamento in panchina, e giocandosela nel finale per i playoff. Un grande lavoro anche da parte di Ballardini che ha gettato le basi per migliorare questa squadra e puntare l'anno prossimo a migliorare la posizione in classifica. Ma prima bisognerà capire da che tecnico ripartire. Il contratto con l'ex Genoa, Lazio, Cremonese, Sassuolo e tante altre termina il 30 giugno, e come da programmi ora ci sarà il tanto atteso incontro con la dirigenza, a bocce ferme, per parlare dei futuro. Ballardini ha accettato di ripartire dalla B e da Avellino per rilanciarsi, per sposare un progetto ambizioso, e ha dimostrato in pochi mesi la sua fama di risolvi-problemi. Ora però si aspetta opportune garanzie dalla società per poter proseguire.
Garanzie che lui stesso ha espresso a pià riprese nelle varie interviste: squadra solida, e quindi interventi sul mercato; strutture adeguate, non solo in termini di campo (dalla necessità di dotarsi di un centro sportivo, e su questo D'Agostino è al lavoro, a uno stadio moderno ed efficiente), ma anche in termini di staff e figure professionali. Se D'Agostino saprà prospettagli un progetto importante e in crescita nel tempo, allora Ballardini potrebbe anche decidere di continuare. E sarà indirettamente una conferma delle buone intenzioni di questa proprietà anche per i tifosi, che si sono sicuramente goduti questo campionato, che ripetiamo resta positivo, ma hanno fatto ora la bocca buona alle varie dichiarazioni di D'Agostino e ai suoi sogni di gloria.
E' stato un campionato bello, avvincente, divertente, abbiamo girato l'Italia visitando piazze già note e meno note, abbiamo fatto apprezzare la sportività, il calore e il 'colore' del nostro tifo, sicuramente tra i più belli di B. Un ringraziamento è dovuto a Angelo Antonio D'Agostino e a suo figlio Giovanni, al ds Mario Aiello, ai calciatori tutti, e allo staff tecnico, sia quello che ha conquistato 25 punti nel girone di andata sia quello che ci ha portato ai playoff. Ci aspetta un altro campionato avvincente, con nuove piazze che arriveranno dalla A (sicuramente Pisa e Verona), una nuova squadra da costruire, un ritiro da preparare. Con l'eliminazione ai playoff termina la stagione 2025/26, ma da domani comincerà già la nuova.
Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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