Un risultato inatteso, sperato ma in cui forse pochi credevano, dati gli incastri che si sarebbero dovuti realizzare sugli altri campi. Ma il calcio a volte è strano e può portare a risultati inaspettati. Che l'Avellino potesse battere un Modena con la testa già ai playoff e zeppo di seconde linee era pronosticabile, anche perché le diverse motivazioni da sole bastavano a giustificare un diverso approccio alla partita (anche se poi la gara non ha offerto grosse emozioni, ma di fatto la partita l'hanno fatta i biancoverdi), ma si pensava che lo stesso potesse fare il Cesena contro un Padova già salvo e al di fuori da ogni gioco. Con la prevedibile sconfitta del Mantova a Frosinone, l'epilogo più scontato sarebbe stato vittoria di Avellino e Cesena e romagnoli ai playoff per gli scontri diretti. E invece... il risultato che non ti aspetti con il Padova che tre volte va avanti a Cesena, tre volte viene ripreso e quando tutti si aspettavano il 4-3 di casa nel finale, è arrivata invece la vittoria ospite. Ed ecco qui il miracolo cui nessuno credeva: Avellino ai playoff da matricola. Non accadeva dalla stagione 2024/15 con Massimo Rastelli al comando: allora i biancoverdi chiusero ottavi con 59 punti, ma era anche un B a 22 squadre. A Ballardini sono 'bastati' 49 punti, staccando di 3 il Cesena.

Un vero capolavoro quello condotto dal tecnico tavennate, che ha preso una squadra ai limiti della zona playout, le ha dato sicurezza, consapevolezza e compattezza e l'ha condotta fino ai playoff. Un playoff che vale come un premio per questi calciatori, che ci hanno sempre creduto, in primis alla salvezza, conquistata forse nell'importantissima vittoria di Mantova, e poi ai playoff, mettendo un importante mattoncino nella sentitissima vittoria contro il Bari, che ha sancito contemporaneamente anche la matematica permanenza in B. Un premio per Ballardini, che ha scelto Avellino per rilanciarsi e di sicuro sta facendo vedere a tutto il calcio italiano di saperci ancora fare. E a questo splendido pubblico, che ha incantato e sorpreso per passione e presenza ovunque sia andato a tifare, con rispetto e sportività, ricevendo in giro per l'Italia solo applausi e complimenti.

Una post season che forse non ci porterà lontano, difficilmente in A con squadre ben più attrezzate per il salto di categoria, ma che ci consente di sognare ancora, e di allungare ulteriormente un campionato dolcissimo, che ci siamo goduti fino in fondo dopo 7 anni di assenza, e che possiamo fregiarci del privilegio di continuare, giocando la roulette degli spareggi per andare in A. E come si diceva prima, il calcio è a volte imprevedibile: vedi i risultati di questa sera, vedi il cammino che ha compiuto proprio l'Avellino all'ultima partecipazione, quando a sorpresa eliminò lo Spezia a domicilio e vide il sogno infrangersi nella famosa traversa di Castaldo a Bologna. Chissà che 11 anni dopo il fato non restituisca qualcosa, intanto godiamoci questa inaspettata coda di campionato.

Sarà difficilissimo, già martedì sera a Catanzaro, all'andata i Lupi sono usciti sconfitti dal Ceravolo grazie a un gol di Cissé, al ritorno 1-1 al Partenio con la famosa rete di Iannarilli, ma stavolta solo con una vittoria i biancoverdi passeranno il turno: in caso di parità faranno festa i giallorossi. Ma l'Avellino ci arriverà con tutta la spensieratezza di chi non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare, sognando magari di prolungare ulteriormente questa incredibile stagione. Perché, appunto, a volte il calcio è strano, e non si sa mai come può finire.

Sezione: Editoriale / Data: Sab 09 maggio 2026 alle 00:01
Autore: Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
vedi letture