Ad analizzare il copione della partita, a fine primo tempo si sarebbe forse azzardato anche a dire che sarebbe stato positivo portare a casa anche un punto da questa partita: il Mantova è partito forte, ha messo sotto l'Avellino che si è difeso a volte a fatica a volte con ordine, altre ringraziando le parate di Iannarilli, ma si è salvato. Ai punti se c'era una squadra che avrebbe meritato il gol nella prima frazione, ad onor del vero, era quella lombarda. Tanto che nella ripresa Ballardini è corso ai ripari, fuori Biasci e Fontanarosa, dentro Enrici e Missori, passando dal 4-2-3-1 del primo tempo a un più prudente 4-4-2 che è poi diventato nel corso della partita un 5-4-1: ha cambiato più volte pelle alla sua squadra il tecnico bianoverde con l'obiettivo di non dare riferimenti agli avversari e arginare maggiormente la foga di un Mantova che voleva fortemente i tre punti salvezza, anche per dare continuità a un periodo particolarmente fortunato, e la partita si è equilibrata maggiormente, seppur lasciando l'iniziativa in mano ai virgiliani. Ecco perché è arrivato come un fulime a ciel sereno il gol di Missori, che spostato a sinistra dopo un inizio sulla destra ha ricevuto da Palmiero, si è accentrato e col destro a giro ha sorpreso il portiere.
Esplode il settore ospiti, pieno come di consueto nonostante le restrizioni, increduli i calciatori del Mantova che probabilmente (come ha ammesso poi anche mister Modesto in conferenza) devono aver accusato il colpo del gol subito dopo tante energie spese alla ricerca della marcatura, sono andati in bambola e nel finale hanno subito anche il raddoppio di Favilli, bravo a tenere palla dopo un recupero fortunoso di Izzo dalla difesa, si è accentrato e ha esploso il sinistro sotto l'incrocio opposto. Nella sua esultanza, anche fin troppo composta, c'è tutto: la gioia di chi si è lasciato alle spalle un periodo nero che lo ha visto ancora una volta fuori per tutto il campionato, di chi ha finalmente dato una mano ai suoi compagni con il gol che ha chiuso i giochi, il riscatto dopo il rigore sbagliato sabato scorso contro il Catanzaro, poi 'salvato' dal gol al 95' di Iannarilli. Il giusto premio per un ragazzo che ha sofferto tanto, che avrebbe dovuto fare la differenza quest'anno e che purtroppo ancora una volta ha dovuto guardare i compagni prima da casa e poi dalla tribuna. Ma che ora finalmente può dare una mano per questo rush finale di campionato, e poi chissà...
Menzione speciale anche per Iannarilli, erore della partita contro il Catanzaro, decisivo anche oggi con le sue parate, due nel primo tempo, clamorosa quello a tu per tu con Bragantini, bravo anche su Mancuso e Buso; un magic moment per un portiere che nelle tante interviste rilasciate dopo il gol di sabato scorso ha ammesso di aver sofferto in panchina, ma di essersi sempre sentito parte del gruppo, incitando e guardando i compagni dalla panchina, aspettando il suo momento. E che finalmente si è preso anche lui la copertina, ancora una volta. Due storie di riscatto e di resilienza di due ragazzi testimoni di quanto questo gruppo sia unito e affiatato.
Era stata presentata alla vigilia come una sfida salvezza, e anche se manca ancora la matematica si può ora affermare che l'Avellino è virtualmente salvo: con la sconfitta del Bari e in attesa di Empoli-Entella di domani, i biancoverdi sono in questo momento a +8 sui playout, ma come spiegavamo in un articolo dedicato qualche giorno fa, dato lo scontro diretto di domani tra le due suddette squadre, nella peggiore delle ipotesi l'Avellino si ritroverà comunque a +7 a tre giornate dalla fine. E visto che il prossimo weekend l'Empoli va a Venezia, all'Avellino basterà far punti contro il Bari per essere matematicamente salvo. Ma c'è di più: l'Avellino vuol vendicare la sconfitta contro il Bari del 2008 che sancì la retrocessione degli irpini in C, ora può restituire lo sgarro; ma c'è anche la forte rivalità tra le due piazze, e l'occasione come si diceva per portare a casa punti importanti per il doppio obiettivo della salvezza e dei playoff.
Sì perché se la salvezza ormai si può dire è a un passo, l'Avellino rivede anche la zona playoff, distante ora sono 1 punto grazie alla sconfitta del Cesena a Palermo (ma in attesa nel momento in cui scriviamo di Carrarese-Pescara che potrebbe portare i toscani in zona playoff). Dopotutto lo si è sempre detto, una volta raggiunta la salvezza si può provare a divertirsi, lo ha chiesto il presidente D'Agostino pochi giorni fa, lo ha ammesso Ballardini oggi in conferenza stampa a nostra precisa domanda: "Voglio che l'Avellino in tre partite faccia tutto quello che può fare per rispetto innanzitutto della propria professione e della società, e della gente che vuole vedere i propri giocatori dare il massimo". Sarà un'altra gara di fuoco quella di venerdì sera, si prospetta un Partenio ribollente di passione e di entusiasmo, per inseguire un sogno in una delle partite più sentite della stagione: sembra il copione perfetto di un finale thrilling.
Autore: Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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