Sentir dire da Ballardini che ha fatto i complimenti ai calciatori dopo la prestazione di Palermo, specialmente dopo aver perso 2-0, può lasciare un po' interdetto chi non ha visto la partita. Soprattutto da un tecnico che difficilmente si complimenta con i propri giocatori, figurarsi dopo una sconfitta. Eppure questo la dice tutta sul tipo di partita fatto dai biancoverdi, dall'atteggiamento messo in campo, dal gioco espresso. Se l'Avellino fosse uscito dal campo con un risultato diverso non ci sarebbe forse stato nulla da ridire, non che il 2-0 sia bugiardo, anzi merito al Palermo per aver trovato due marcature che hanno deciso la gara (al contrario dell'Avellino) ma per il gioco espresso e il carattere messo in campo, è davvero difficile uscire da questa partita sconfortati. Delusi per il risultato sicuramente, non per la prestazione.
Che Palermo fosse un campo difficile lo si sapeva, una sola sconfitta contro il Monza, 9 vittorie nelle ultime 10, una partita quasi proibitiva contro una squadra che lotta per la promozione in A con una rosa tecnicamente superiore a quella biancoverde. Ma in campo la differenza si è vista poco: i rosanero hanno segnato su un errore di Besaggio a centrocampo (anche se qualcuno lamenta un possibile fallo), sono stati agevolati dalla scellerata espulsione di Izzo, che ha lasciato i compagni in 10 dal 41' del primo tempo per un fallo di reazione stupido e inutile, ma hanno subito il ritorno dell'Avellino soprattutto dopo il gol annullato a Le Douaron, ma la solita difficoltà nell'andare a rete hanno impedito che un possibile pari cambiasse l'inerzia della partita. Per la verità il gol l'Avellino lo aveva anche trovato nel primo tempo con Palumbo, ma al momento del cross da sinistra Izzo era in fuorigioco (di poco). Poco incisivo Patierno nel primo tempo, nella ripreso sono entrati Russo, Insigne e infine Tutino, ma a parte il primo che come al solito ha cercato di darsi da fare, gli altri non hanno mai trovato il guizzo decisivo. E con l'uomo in meno la montagna da scalare diventa troppo grande.
"Giocando partite così la salvezza arriverà presto" ha detto comunque Ballardini a fine partita, "Uscire dal campo sapendo che poteva andare diversamente fa capire che tipo di partita abbiamo fatto, potevamo uscire dal campo con dei punti" ha aggiunto Sala. C'è la totale consapevolezza in squadra che questa seconda sconfitta consecutiva non è un campanello d'allarme, ma anzi paradossalmente dà ancora più fiduciosa alla squadra in vista del rush finale. Certo ora bisogna mettere in campo lo stesso atteggiamento sabato prossimo contro il Catanzaro e portare a casa i tre punti, o sarà stato tutto inutile, "Perché se sei capace di fare queste partite, con questo atteggiamento, hai il dovere di essere questo e dimostrarlo” ha chiosato Ballardini.
Difficile da spiegare quindi, ma questa sconfitta di Palermo restituisce un Avellino più convinto dei propri mezzi, perché il risultato lo si poteva anche mettere in conto e allora l'attenzione si è spostata tutta sulla prestazione, e vedere la squadra giocare con autorità, buon palleggio e senza timori reverenziali, ha fatto almeno in parte dimenticare la sciocchezza di Izzo che ha lasciato i compagni in dieci. Anche se l'errore resta, e da un elemento della sua esperienza non ci si aspettano falli di reazione di questo genere, soprattutto pochi minuti dopo il primo giallo ricevuto per una schermaglia proprio con Pierozzi. Evidentemente conti non chiusi e allora l'ex Monza ha pensato bene di farsi giustizia da solo. Lasciando i compagni in dieci, sotto di un gol. Difficile sapere come sarebbe andata questa partita in undici contro undici, ma resta anche la consapevolezza di aver tirato troppo poco in porta, escluso il gol annullato a Palumbo, troppo poco per provare almeno a riaprirla.
Ora testa alla prossima, la distanza dalla zona playout resta, è in casa che bisogna costruire la salvezza e contro il Catanzaro, seppur si affronta una squadra forte e in piena zona playoff, l'Avellino deve mettere in campo questa stessa mentalità, e magari un po' di pericolosità in più in zona gol, per tre punti fondamentali nella strada verso la meritata salvezza.
Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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