Quando gli attaccanti non segnano ci pensa... il portiere. E' il paradosso di questo Avellino che anche contro il Catanzaro, come era successo una settimana fa a Palermo, gioca bene, sicuramente meglio dell'avversario questo pomeriggio, crea le maggiori palle gol, ma non riesce a segnare. Poche emozioni nel primo tempo, ci prova solo un ottimo Russo chiuso prima in angolo da Jack e poi bloccato da Pigliacelli dopo una spettacolare rovesciata che ha ricordato quella vincente contro il Monza. Nel secondo tempo le occasioni migliori per l'Avellino: il tiro centrale di Missori dopo che lo stesso terzino aveva rubato palla a Jack, il tiro in piena area di Sounas deviato da Pontisso in angolo a porta vuota, ma soprattutto il calcio di rigore conquistato da Favilli, entrato in campo nel finale dopo il lungo stop per infortunio, e calciato da egli stesso per provare a lasciarsi alle spalle con un gol un altro anno difficile, ma sbagliato dallo stesso attaccante che così non si scrolla di dosso un'annata stregata. Quantomeno può portare a casa la ritrovata forma fisica e qualche buono spunto. In mezzo la rete di Iemmello, lasciato colpevolmente solo in piena area e che con un solo tiro in porta stava per regalare la vittoria ai suoi.
Sarebbe stato troppo, e immeritato per un Avellino che come detto ha fatto la partita e ai punti avrebbe meritato il gol, per riequlibrarla Ballardini le ha davvero provate tutte, ha messo dentro Patierno per Biasci, Insigne per Cancellotti e Favilli per Palumbo, 4-2-3-1 che ha creato densità e pericolosità, ma non concretezza. Irritante Insigne nello sbagliare quasi ogni pallone giocato, impalpabile Patierno, si sono salvati solo Russo e Favilli ma la difesa del Catanzaro ha retto. Fino al 94', quando un calcio d'angolo conquistato in extremis sembrava solo l'epilogo a una partita ormai finita. Sale anche Iannarilli, che decide autonomamente di provare il tutto per tutto, e proprio lui dal corner la prende di testa indirizzandola in rete. Pigliacelli la salva, la mette a terra, ma i calciatori dell'Avellino esultano: la palla ha superato la linea. L'arbitro resta perplesso, chiede aiuto al Var in assenza della goal line technology e il replay chiarisce ogni dubbio, la palla è dentro per l'esplosione di gioia del Partenio e dello stesso Iannarilli, che non riesce a credere a quanto successo.
Non doveva giocare, poi un infortunio dell'ultimo minuto di Daffara lo ha chiamato in causa, con la serenità di un professionista che si è sempre allenato senza dire una parola ha fatto il suo, ha difeso la porta, ha preso un gol su cui non ha colpie e poi non ha dovuto effettuare altre parate. Si stava profilando una sconfitta immeritata per lui che ha riassaporato il campo dopo tanto tempo e per l'Avellino che aveva creato di più. Al 94' l'ultima azione, un calcio d'angolo sul quale Iemmello stava già chiamando la fine del tempo. Decide di salire, "ho già fatto gol in passato" ha detto poi a fine gara (col Gubbio, ndr), salta più in alto di tutti e di testa, con il brivido del Var, regala una gioia immensa a tutta la squadra, ai tifosi e a sé stesso. Il giusto merito per un professionista serio che dà sempre il massimo in allenamento, ha detto Ballardini in conferenza, ed è giusto così.
Resta però una partita in cui l'Avellino ha fatto ancora una volta un fatica incredibile ad andare in gol, la squadra gioca, crea, è pericolosa, ma come in altre circostanze deve sudare sette camicie per segnare un gol. Tanti attaccanti sulla carta, pochi gol nei tabellini se si esclude Biasci. Un peccato perché il pari sta anche stretto all'Avellino che vincendo oggi avrebbe fatto un passo avanti decisivo verso la salvezza e si sarebbe potuto portare anche a -2 dai playoff, ma intanto pensiamo al primo obiettivo. I risultati del pomeriggio, in attesa degli scontri diretti di domani, mantengono per ora la squadra a +5 sulla zona playout, e sabato prossimo c'è uno scontro cruciale a Mantova che potrebbe, sì, regalare davvero la salvezza anticipata.
Ripartiamo, come domenica scorsa, dalla prestazione, dalla voglia di fare e dal cuore oltre l'ostacolo che ha portato al risultato meritato al 94'. Per i processi, le migliorie alla squadra e tutte le valutazioni del caso ci sarà tempo a bocce ferme, a fine campionato. Ora uniti, tutti, verso l'obiettivo sempre più vicino.
Autore: Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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