Bruno Iovino, dirigente sportivo irpino, esperto in carte federali, ha parlato ai nostri microfoni in merito alla vicenda del Taranto, dei 4 punti di penalizzazione confermati dal Collegio di Garanzia del CONI e in vista degli imminenti playoff che vedranno anche i lupi di Pazienza tra i protagonisti.
-Direttore, all'indomani della sentenza del collegio di garanzia del CONI che ha confermato i 4 punti di penalizzazione al Taranto, come si spiega questa sentenza e come commenta le parole dell'avvocato Chiacchio, che ha parlato di "sentenza ingiusta e di un cambiamento dell'orientamento giuridico a campionato in corso". Se ci può commentare queste affermazioni.
"Intanto vorrei fare una premessa sul piano tecnico sul Taranto, bisogna dare atto a mister Capuano, con il quale ho un grande rapporto di stima professionale e personale, che sul campo, sul rettangolo di gioco, il Taranto ha conquistato i 69 punti e il secondo posto. Di questo bisogna prenderne atto e dare i meriti a loro, per il lavoro fatto, straordinario e non c'è dubbio. E' chiaro che però ci sono delle norme da rispettare. Io rispetto l'avvocato Chiacchio, ho grande stima sul piano personale e professionale, ma il problema amministrativo a Taranto c'è stato. Quindi, il ragionamento che porta l'avvocato Chiacchio, sul campo giuridico è condivisibile. Perchè, per essere chiari, fino alla stagione scorsa, si ragionava su un punto di penalizzazione per ogni infrazione fatta. Stiamo parlando di mancato versamento dell'INPS e dei contributi Irpef, quindi, due infrazioni e fino all'anno scorso erano due punti di penalizzazione. Però l'ordinamento giuridico che si è dato da quest'anno, la corte federale e di conseguenza il collegio arbitrale, è di due punti per ogni infrazione. Quindi i 4 punti famosi di cui si sta parlando da tempo. Io ho letto la precedente motivazione, questa di ieri ancora non l'ho letta, si va per due infrazioni fatte, due punti per ogni capo di imputazione e sono 4 punti. Poco da dire. Quindi bisogna prendere atto del nuovo ordinamento giuridico. Il concetto che dobbiamo portare avanti è che già l'anno scorso, la Viterbese, ricorderete, su una rata INPS, versata con solo con 4 giorni di ritardo, di 10.000 euro, ha avuto una penalità e poi è successo quello che è successo. I problemi amministrativi vanno presi in seria considerazione purtroppo".
-Ha risposto quindi anche in merito all'accostamento al caso della Sampdoria, che qualche anno fa, nelle stesse situazioni, prese solo due punti di penalizzazione
"Sì ribadisco, l'analisi dell'avvocato è condivisibile, ma purtroppo la giurisprudenza sportiva si è messa su questa indicazione, 2 punti per ogni irregolarità. Quindi nel caso del Taranto, due irregolarità provate, sono 4 punti di penalizzazione. Le motivazioni che abbiamo letto parlano appunto di 2 irregolarità. E' una novità da questo punto di vista, ma come ci insegna l'avvocato Chiacchio la giurisprudenza è questa e quindi bisogna prenderne atto".
-Qualche tema che vuole approfondire?
"Si volevo fare una precisazione, perchè oltre il lato tecnico, le società e l'organizzazione di un club, c'è un problema serio che va affermato. Il lato giuridico amministrativo è una cosa seria, le scadenze perentorie sono una cosa importante. Una scadenza in meno, due scadenze in meno, ti portano a situazioni come queste, ti possono portare a una retrocessione o a una non vittoria di un campionato o mancato piazzamento playoff. Quindi bisogna stare molto attenti, perchè ormai le regole si stanno facendo molto molto più rigide".
-Assolutamente, anche per quanto riguarda il termine dell'iscrizione ai campionati
"Sì, ora è entro il 4 giugno il termine. Per evitare casi come quello del Lecco dell'anno scorso. Giusto per citarne uno. Questo perchè i tempi devono essere molto molto precisi e non vanno sforati. Questa è la valutazione che la FIGC sta facendo sulla questione della riduzione dei campionati. Ci sono due o tre realtà che al momento (poi non so cosa potrà accadere), hanno subito delle irregolarità amministrative e quindi fanno porre il problema che purtroppo non tutte le società riescono a sostenere la Lega Pro. E qui si entra nel caso delle riforme. Perchè i principi giuridici della Lega Pro, sono identici a quelli della Serie A, l'Avellino, il Benevento, tutte, devono attenersi alle stesse norme della Juventus, del Milan dell'Inter. E questo principio che viene applicato, viene applicato sia a te Lega Pro che a Juve, Milan ecc, quindi bisogna trovare dei punti di appoggio, altrimenti non si va da nessuna parte. Si vocifera sempre di riforma, ma riforma è anche questo, prendere atto di queste situazioni che ogni anno accadono in Lega Pro e non solo e cercare dei rimedi".
- Il semiprofessionismo può essere un aiuto per molto club?
"Oggi abbiamo in atto una riforma dei dilettanti, che è partita dal 1° luglio e già lì abbiamo avuto una evoluzione straordinaria, dove, è vero non si può parlare più di dilettantismo vero e proprio, perchè anche lì ci sono le ricompense previdenziali e fiscali e quant'altro, ma si incomincia ad avere una linea di visibilità e di competenza. Un semi professionismo simile può essere un'ipotesi per alcune realtà oppure reintrodurre il famoso apprendistato per capirci, perchè se non riusciamo a mantenere, prima 90, ora 60 club professionistici, in Lega Pro, bisogna pur cominciare a farsi un'esame di coscienza. Perchè una volta non abbiamo i campi disponibili, una volta le strutture non idonee. Cioè vedere piazze, ad esempio, il Sorrento che gioca un anno a Potenza, l'anno scorso il Giugliano ad Avellino, il Brindisi all'inizio ha dovuto giocare altrove. Il caso del Lecco che ha rischiato la B per la vicenda del campo. Dobbiamo cominciare a ragionare sulle cose serie. Anche il problema infrastrutturale è importante, non si può vivere sempre di proroghe, in attesa di qualcosa, non ci sono le condizioni di poter aspettare, anche perchè poi i costi sono eccessivi".
- Direttore dunque, quadro playoff invariato con la classifica che resta quella che conoscevamo. Come vede questa post season?
"E' chiaro che il lato tecnico ha sempre mantenuto una sorpresa. Qualche anno fa la Fermana e il Castel di Sangro e tante altre sorprese sono arrivate tramite i playoff di Serie C. Sono gare secche, escluso la fase finale. Quindi non è detto che la più forte debba vincere e può venire fuori anche una sorpresa. Ogni episodio può pesare. Conterà arrivarci bene dal punto di vista psico-fisico, ci sono tanti fattori che possono cambiare una partita. Devo fare i complimenti alla Lega Pro, che ha finalmente istituito il VAR, che può dare certamente maggiore regolarità a delle gare così importanti".
-Come vede l'Avellino in questi playoff
"L'Avellino, non lo dico io, ma sono i numeri a farlo, è nata per vincere. Va ai playoff per vincerli. Ora non bisogna piangere sul passato. La Juve Stabia ha vinto con merito, complimenti a loro, ora bisogna guardare avanti. C'è tutto per poter vincere i playoff, ovvio che la concorrenza sarà spietata, ci sono tante realtà importanti, il Vicenza, il Padova, il Benevento, la Carrarese, la Torres. Sono 28 squadre dove solo una potrà esultare. Quello che mi preoccupa è questo periodo di pausa da partite ufficiali di circa 20 giorni. Non sono pochi, mantenere la squadra al top, senza giocare, non è facile. Certo, le amichevoli possono aiutare, ma non è mai la stessa cosa di gare ufficiali. Sulla carta abbiamo una grande possibilità, ma non troveremo certamente la strada spianata. Il pubblico sarà un fattore, secondo me, come lo è sempre stato, nei momenti facili e difficili. Bisogna saper soffrire, lottare, anche a denti stretti, bisogna restare uniti. Saranno gare dove i dettagli faranno la differenza. Mi auguro che il 9 giugno riusciremo a farcela e possiamo festeggiare la Serie B".
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