Il calcio italiano ha vissuto nelle ultime settimane uno dei momenti più complicati e poco gloriosi, con le esclusioni dal campionato di Serie C, nel girone C, di Taranto e Turris. Una pagina assolutamente triste per tutto il calcio italiano, che vede due club professionistici, radiati a campionato in corso per difficoltà economiche e mancati pagamenti.
Di questo e molto altro abbiamo parlato con l'esperto dirigente, Bruno Iovino, che ha trattato questi temi nei mesi scorsi e ora traiamo le conclusioni insieme a lui. Queste le sue parole a TuttoAvellino.it.
- Direttore, il calcio italiano ha vissuto una pagina nera con le vicende di Taranto e Turris. situazioni assolutamente spiacevoli che lei aveva annunciato diversi mesi fa. Una sua analisi a questa situazione, purtroppo annunciata?
"Quello che abbiamo visto, è una figuraccia che va al di fuori di tutto. Non era mai accaduto nella storia del calcio italiano che due squadre professionistiche fossero escluse dai campionati per irregolarità amministrative. Si è scritta una pagina nera per questo sport. Ma la cosa più grave è che le classifiche sono totalmente sconvolte, squadre che si ritrovano con tanti punti in meno e chiaramente campionato falsato. E' una sconfitta totale per il calcio. Come tifosi, è andata bene all'Avellino, per amor di Dio, ma se vogliamo parlare di calcio, di sport, non è una bella soluzione. Inoltre, altra valenza da non sottovalutare. Le partite fatte sono annullate e ok, quindi tolti i gol e i risultati, ma i provvedimenti disciplinari avranno una loro valenza. Ad esempio, i calciatori ammoniti nelle partite contro queste due squadre, che si portano una diffida avanti, non gli verrà tolta l'ammonizione ricevuta eventualmente in quelle gare. Insomma, davvero tanta tanta confusione".
- A pagare sono sempre i tifosi e chi lavora in questi club
"Assolutamente sì massima solidarietà ai tifosi di Taranto e Turris, massima vicinanza a chi lavorava in questi club che non prendeva stipendi da mesi. Nessun club merita di ricevere queste decisioni. Anche perché ora per ripartire, si ripartirà dall'Eccellenza, se tutto va bene. Non più dalla Serie D come una volta, quindi pieno dilettantismo, e rientrare nel calcio che conta non sarà facile. Per abbattere un palazzo non ci vuole nulla, il problema poi è ricostruirlo. Però detto questo, bisogna assolutamente sottolineare che le regole vanno rispettate. Ci sono delle regole scritte, decise, probabilmente si è aspettato troppo per agire, ma le sentenze poi vanno rispettate. Ma non è solo il caso Turris e Taranto, escluse, ma vediamo i casi Triestina, Lucchese, Messina, che comunque hanno difficoltà e per arginare il tutto, va visionato in sede di iscrizione attentamente il da farsi. Il ragionamento che ho sempre fatto è che non basta una fideiussione da 350.000 euro per iscrivere queste squadre (qui per leggere l'intervista scorsa)".
- Giusto per chiarire, il Messina non rischia una esclusione dal campionato in questa stagione
"No perchè l'eventuale deferimento del 16 aprile porterà al massimo a punti di penalizzazione. Ovviamente, per maggio, giugno, dovrò mettersi in regola, oppure avere un cambio di società per non rischiare poi una non iscrizione al prossimo campionato, al di là della categoria dove giocherà. Stesso problema che potremmo indicare anche per la Lucchese, la Triestina, altri club che devono assolutamente essere visionati con attenzione. Non credo che ci siano le condizioni per una esclusione, ma se la strada è questa, un problema futuro ci sarà con l'iscrizione per la prossima stagione".
- A proposito di Messina, giusto chiarire anche la vicenda dei playout nel girone C, con molti che fanno ancora confusione
"Sì è una questione che ci tengo a chiarire perchè sui social ne leggo molte. Il playout è in programma, si farà tra ultima e penultima di questa nuova classifica a 18 squadre (terz'ultima e quart'ultima), senza Taranto e Turris. Solo nel caso che ci siano 8 punti di distanza tra le due squadre. Con più di 8 punti, il playout non si fa e si salva la penultima. Al momento abbiamo Messina e Casertana, vedremo come finirà, però il playout è assolutamente in programma. Una dovrà retrocedere".
- A questo punto, una riforma per il calcio, sembra assolutamente importante
"Sono anni che si parla di queste benedette riforme e poi non accadde nulla. L'unica riforma fatta con il presidente Macalli che vide il taglio della C2, che poi è diventato un taglio pericoloso. Perché parliamoci chiaramente, un club che vince la Serie D, a meno che non sia una nobile decaduta, ha problemi poi ad approcciarsi alla Serie C e al professionismo, a partire dalle infrastrutture. L'Altamura che ha vinto il campionato l'anno scorso, ha giocato 4-5 mesi a Bari, il Sorrento stesso sta giocando a Potenza da un paio di anni. Il Giugliano giocò ad Avellino quando fu promosso. Bisogna capire tutte queste cose. Dalla Serie D alla Serie C, c'è una forbice molto larga. Chi riesce a sopportarla bene, ma chi no? Fa la fine di Taranto e Turris. Quindi c'è bisogno di valutare tutte queste cose, io credo che inserire di nuovo una C2, con semiprofessionismo, possa evitare caos come quelli di Taranto e Turris. Rimettere due gironi di C2, due di C1 e riformare la Serie C. Un campionato intermedio, da cuscinetto, semiprofessionista, può servire. Ma lo stesso mondo arbitrale, che fa il salto dalla Serie D alla Serie C, avrebbe maggior impatto ad arbitrare prima in una C2 che a ritrovarsi da partite dilettantistiche con campi con poche centinaia di persone, a stadi con 10-15 mila persone, derby accesi e altro. Manca una fascia intermedia. Aumentando i costi di una fideiussione, in fase di iscrizione, chi davvero vuole fare calcio e può farlo, si iscrive, gli altri club inserirli in campionati minori. Questa può essere una soluzione. Con due gironi di C, con prima e seconda che vanno in B. Ma non solo, perchè il salto dalla D alla C, vede poi una società dilettantistica dover ottemperare ad oneri ed obblighi dei professionisti in pochi mesi, inventandosi tutto il meccanismo dei professionisti e non è un lavoro da poco. Per quello, dico, che invece, un semiprofessionismo, aiuterebbe in club ad avere meno oneri, anche a livello economico e potrebbero poi gareggiare in quella categoria anche per anni. Poi c'è da capire questa Riforma Zola sui giovani di serie che prevede dei regolamenti stringenti per i club per far giocare i giovani e alla quale bisogna adeguarsi".
- Infine direttore, parliamo di calcio giocato. L'Avellino è ora a -1 dalla vetta, dal Cerignola. Sarà un bel testa a testa fino alla fine
"Sicuramente sarà un bel duello, un bel campionato che sta recitando le battute finali. L'Avellino era predestinata a stare lì sopra, la società, gli investimenti fatti in estate e non solo, ponevano l'Avellino lì al vertice. Ha fatto una grande rimonta, ora deve fare l'ultimo sforzo. Il Cerignola si è inserito, sta giocando bene e con merito sta cercando di raggiungere un sogno. Ha vinto un derby non facile con il Foggia. E niente, mancano 6 partite per entrambe, sarà sicuramente un bel duello, non credo che possano esserci altri avversari che possano inserirsi per la promozione diretta. Faccio i complimenti a Biancolino, che si sta dimostrando un ottimo allenatore e all'altezza della situazione. Bisogna certamente pensare a una gara alla volta e vedere a fine aprile dove si arriverà".
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