Quel gol di Lescano dopo appena 20 secondi (probabilmente se non è un record nella storia dell'Avellino poco ci manca) sembrava essere il preludio a una giornata semplice e a una vittoria in scioltezza contro la Primavera della Turris, mandata in campo per onorare un campionato già compromesso. O probabilmente deve essere passato questo per la testa dei calciatori perché se è vero che l'Avellino ha alla fine battuto 3-1 i corallini, non è stata affatto una passeggiata, anzi. E' vero che l'Avellino l'ha sbloccata subito segnando il gol più veloce di un nuovo acquisto biancoverde, e che ha provato subito a chiuderla con Russo (murato da Iuliano) e Panico (gol salvato sulla linea) ma poi la partita è lentamente andata scemando, con l'Avellino che ha pian piano esaurito la propria spinta e la Turris che ha provato con un paio di ripartenze anche a spaventare Iannarilli, attento nel primo tempo. Un primo tempo chiuso sull'1-0, forse un po' a sorpresa, ma anche per merito di una Turris che ha giocato al massimo delle proprie possibilità e onorato la maglia per tutta la gara.
Al punto che ha dell'incredibile quanto avvenuto in avvio di ripresa, quando una difesa non propriamente attenta (era successo anche nel primo tempo) ha permesso ad Amiento di entrare in area da sinistra e ingannare Iannarilli, che si stava tuffando dall'altra parte, con un tiro che si infila beffardamente sul primo palo. Gol che colpisce l'Avellino che non riesce a reagire, e fino al 67' non trova mai il pertugio giusto per riportarsi in vantaggio, grazie anche a un Iuliano in versione superman (da annotare il nome di questo giovane 2007 di belle prospettive). Bravo stavolta Biancolino a percepire il momento e non attendere troppo per i primi cambi: fuori Palmiero e Panico, avulsi dal gioco, dentro Palumbo e Tribuzzi che di fatto trasformano la squadra. Il giovane norvegese dà infatti l'avvio sia al secondo gol di Lescano innescando Sounas sulla sinistra, e al sigillo di Tribuzzi, recuperando con forza palla a centrocampo e lanciando Redan che poi apre per l'ex Crotone che si inventa un gol sotto l'incrocio da fuori area. Un gol che testimonia tutte le qualità che questo ragazzo ha sempre avuto, che non era riuscito a dimostrare in un modulo che non le esaltava, è finito anche fuori rosa e sul mercato ma per fortuna l'area tecnica è rinsavita e con il passaggio al 4-3-3 gli ha trovato una nuova collocazione sull'esterno. E la partita di oggi, al di là del gol, dimostra che ora la posizione è sì quella giusta.
Si diceva del 4-3-3, modulo confermato da Biancolino e che con il potenziale offensivo a disposizione ha dimostrato di poter creare i pericoli maggiori con l'imprevedibilità di Russo o Redan a sinistra, Panico o Tribuzzi a destra, Lescano o Patierno al centro; che può diventare poi nuovamente 4-3-1-2 con l'utilizzo della doppia punta. Un arsenale da categoria superiore che ora Biancolino deve saper utilizzare al meglio e con saggezza leggendo le varie partite. Come fatto oggi.
Quello che conta comunque è che i tre punti sono arrivati, e facendo un'analisi completa del 90 minuti anche la prestazione generale: tre punti che portano l'Avellino a -2 dall'Audace Cerignola, ora sorprendentemente capolista ma in attesa di Monopoli-Benevento che può scompigliare ulteriormente le carte in tavola. I biancoverdi faranno il tifo per un pareggio, ma anche una vittoria dei sanniti permetterebbe di mantenere la vetta a -2. Un doppio risultato che riaprirebbe ulteriormente i giochi per il primato. Ora, più che mai, l'Avellino ha il dovere di provarci. E le armi per riuscirci.
Autore: Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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