Da dove si comincia? Dai fischi assurdi e inconcepibili di alcuni pseudotifosi, oppure dalla partita di questo pomeriggio? Meglio cominciare a parlare di calcio giocato, perchè è quello che da circa un anno ci regala soddisfazioni a non finire. Contro una signora squadra come il Cesena l'Avellino è uscita indenne dal Partenio e questo è già un ottimo risultato, considerando che l'obiettivo principale dei lupi è la SALVEZZA. Forse quando gli addetti ai lavori lo ribadiscono a più riprese a qualcuno dà fastidio perchè vorrebbe sognare in grande. Sognare è già un qualcosa che non appartiene all'Avellino degli anni recenti in serie B, quindi meglio accontentarsi dei ben 28 punti collezionati finora. Rispetto e timore dei colori biancoverdi, in tutta Italia sono tornati grazie al lavoro perfetto di Rastelli e dei suoi ragazzi, capaci di far tornare un entusiasmo scemato col passare degli anni. Ma allora questi fischi cosa vorranno dire? Questo non possiamo spiegarlo. Forse si credeva di essere al Camp Nou a vedere il Barcellona degli anni migliori. La dimensione dell'Avellino è questa, ovvero: restare aggrappati con le unghie e con i denti alla categoria, che tradotto significa vincere un campionato. Questo è ciò che al momento concerne alla piazza avellinese, nulla più (salvo piccole soddisfazioni, vedi la vittoria di Brescia o il derby contro la Juve Stabia). Si fa fatica nel capirlo, ma bisogna guardarsi allo specchio più di una volta, fare un bel bagno di umiltà e correre allo stadio a tifare la squadra del proprio cuore.

Sezione: Editoriale / Data: Sab 30 novembre 2013 alle 19:12
Autore: Pellegrino Marciano / Twitter: @pellegrinom17
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