A poco più di un mese dal trionfo di Catanzaro, la gioia per il tanto atteso ritorno in Serie B dell'Avellino ha già lasciato spazio alla preoccupazione e all'incertezza. A rovinare, infatti, il clima di festa che si respirava in città ci ha pensato la telenovela societaria, una vicenda che sembra ancora lontana dall'epilogo. Dopo diverse settimane di voci e di trattative, vere o presunte, non si è ancora trovato il bandolo della matassa. Le discordanti dichiarazioni dei protagonisti in causa hanno finito per rendere l'intreccio ancora più complicato. Fino ad alcuni giorni fa sembrava che fossero davvero diverse le cordate interessate all'Avellino ma nelle ultime ore ogni ipotesi sembra essersi arenata. Iacovacci aveva affermato la scorsa settimana di voler spiegare in una conferenza i motivi, a sua detta gravissimi, che lo avrebbero convinto a lasciare la società ma, ad oggi, questo tanto atteso chiarimento non è ancora arrivato. L'amministratore delegato ci ha anche, però, tenuto a chiarire di essere intenzionato a rispettare gli impegni presi fino a quando sarà socio dell'Avellino. Questo discorso non fa una piega. Così come un calciatore deve onorare la maglia che indossa fino a quando fa parte di quella squadra, lo stesso vale anche per un dirigente.

Visto, però, che i rapporti tra Iacovacci e Taccone sono, ormai, ai minimi storici, sembra difficile prospettare un futuro ancora insieme al timone dell'Avellino. Da persone serie quali hanno dimostrato di essere, però, entrambe le famiglie sono chiamate in questi giorni a mettere da parte ogni astio per il bene dell'Avellino. Le scadenze incombono e non ci si può far trovare impreparati. Dopo aver sistemato questi fondamentali aspetti, si potrà pensare al futuro assetto societario dell'Avellino. E' giusto che ognuno badi ai propri interessi ma, sempre per il bene di questi colori, sarebbe il caso di mettere fine ai "tira e molla" tra acquirenti e venditori. Bisogna trovare presto una soluzione. Sappiamo bene quanto sia importante anche per la squadra e per i tifosi avvertire che dietro le scrivanie tutto funzioni per il verso giusto. La Serie B è alle porte; l'Avellino ha l'obbligo di farsi trovare pronto e di evitare i tantissimi errori del passato. Ha ragione lo storico tifoso Mario Dell'Anno quando dice che presidenti, calciatori e allenatori passano ma ciò che resta è l'Avellino. Il futuro dei lupi, però, è inevitabilmente legato alle scelte dei suoi proprietari che, ora più che mai, devono assumersi le loro responsabilità e dimostrare, come già fatto in passato, di essere davvero attaccati a questi colori. 

Sezione: Editoriale / Data: Lun 10 giugno 2013 alle 13:05
Autore: Carmine Roca / Twitter: @carm_roca
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