Onestamente, e non lo diciamo per autoconsolarci, non era, questa di Taranto, la partita della vita per i Lupi; e né poteva essere chiesto ai ragazzi in bianco verde di diventare improvvisamente i migliori del campionato.
Era certamente un banco di prova, di verifica di quante potenzialità tecniche potevano essere rimaste ancora inespresse da parte dei calciatori dall’Avellino, al cospetto di una delle migliori compagini di questo girone, che sicuramente arriverà a contendersi fino alla fine la promozione diretta in cadetteria. I Lupi hanno disatteso e deluso le attese (ma solo di coloro che volevano andare oltre nei propri sogni) anche per i propri limiti in fase di non possesso. Ecco era forse quella la chiave tattica di tutto il match: riuscire a tenere alta la concentrazione e controllare le non eccelse qualità offensive degli jonici (che non sono certo in possesso di un attacco prolifico), e che si trovano a mal partito quando sono chiamati a costruire gioco. Ma i Lupi stasera hanno deciso di mettere nelle condizioni tattiche migliori la squadra di Dionigi, facendosi infilare come dei principianti dai tarantini, che non chiedevano altro che di sbloccare la partita. Infatti dopo il gol, praticamente a freddo, il match dei Lupi ha preso una strada tutta in salita, che è stata praticamente impossibile scalare. E ciò è vero specie se si pensa che la squadra di Bucaro, nei restanti 84 minuti di gara, non ha fatto un tiro nella porta avversaria. Il Taranto, molto ben posizionato in campo ed assai concentrato, si è limitato a controllare la gara, con il suo perfetto modo di interpretare il non possesso: un costante ed attento presidio dell’intero centrocampo ed un pressing sul portatore di palla avversario che non lasciava respiro e possibilità alla manovra biancoverde. Insomma compagine jonica ha mostrato tutte le sue qualità di squadra scorbutica e cinica, pratica ed esperta. Ma i Lupi  non escono mortificati da questo confront, tutt'altro. Piuttosto, da adesso, e questo è un bene, si conoscono fino in fondo i limiti (ma anche i meriti!) di un gruppo che dovrà oramai demandare al calcio mercato il discorso sul futuro del proprio girone di ritorno. L’Avellino è nelle condizioni di poter ancora decidere cosa fare da grande. Sta ora alla società farsi due conti ed agire di conseguenza. La tifoseria, per quanto la riguarda, è già fiera e contenta dei suoi piccoli Lupi, che, è bene non scordarlo mai, hanno praticamente già quasi completato la propria missione: il raggiungimento di una posizione tranquilla. Tutto il resto dovrà essere soltanto serena curiosità per ciò che riserverà il prossimo anno.

 

Sezione: Editoriale / Data: Ven 16 dicembre 2011 alle 23:34
Autore: Rino Scioscia
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