L'insperata (e sicuramente immeritata) vittoria di ieri sera ha ridato ossigeno e voce ad un ambiente oltremodo depresso,  troppo amareggiato e, forse, precocemente sfiduciato. Ma con la massima razionalità ed obiettività che solo uno stato d'animo sereno può favorire, bisogna riconoscere che i tre punti (quasi piovuti dall'alto) non sono riusciti a nascondere i limiti strutturali di questo Avellino, peraltro esageratamente giovane (ed "indifeso"!).  Ed a chi volesse confutare questa premessa (che a noi, per il bene dei Lupi, appare doverosa)  possiamo far notare che il Carpi di ieri sera (già privo del proprio allenatore) pur non mettendoci un minimo di grinta e cattiveria agonistica, è sembrato di altra categoria rispetto al "piccolo" Avellino, ed a tratti ha dato la netta impressione che avrebbe potuto "disporre" dei biancoverdi come e quando avesse voluto.
L'allenatore dei Lupi, Giovanni Bucaro (cui va dato sicuramente atto del notevole impegno che sta profondendo nel cercare di proporre un Avellino quanto piu' competitivo possibile) dovrebbe opggettivamente trarre utili  indicazioni da quanto espresso dal match di ieri sera. Se ci fosse consentito dal mister siciliano (che stimiamo persona seria ed aperta al confronto ed alle critiche costruttive), vorremmo permetterci di avanzare un sommesso consiglio.

Partendo dall'assioma tecnico (per la verità ammesso e riconosciuto dallo stesso Bucaro) che questa squadra ha una grave carenza strutturale (vale a dire la mancanza, in rosa, di calciatori con spiccati connotati tecnici di contenimento ed interdizione), e ritenendo incontrovertibile la ridondanza di calciatori under e/o senza esperienza di palcoscenici della terza serie (vedi Labriola, D'Angelo, Lasagna), riteniamo indispensabile che il tecnico biancoverde possa e debba avvalersi dell'apporto di tutti gli elementi che per contratto sono stati messi a sua disposizione.
In soldoni, caro Bucaro, laddove non le sembrasse praticabile il tentativo di adattare i calciatori al suo credo tattico,  cerchi di trovare soluzioni consone alle caratteristiche ed attitudini naturali dei singoli elementi. Partendo, magari (ammenocchè il rapporto interpersonale non si sia già irrimediabilmente guastato) dall'esperimento di cucire un modulo tattico che possa esaltare (ottimizzandone le prestazioni) le doti tecniche e le inclinazioni tattiche del calciatore di maggior tasso tecnico dell'Avellino, vale a dire Lucas Correa. In pratica, caro Bucaro, come ha già cercato  (in quel di Viareggio) di riportare il talento di De Angelis ad esprimersi al massimo delle sue potenzialità (proponendo l'ex stabiese nel ruolo naturale di seconda punta), allo stesso modo potrebbe tentare di utilizzare l'Argentino nel suo ruolo di trequartista (magari dietro ad una o due punte, ed in posizione avanzata rispetto ad altri due centrocampisti, che con la loro generosità e mobilità possano sopperire alle carenze strutturali in fase di non possesso). Sicuramente anche Lei, esimio Bucaro, si sarà reso conto che nel ruolo di centromedianometodista, l'ex Varese ha reso molto al di sotto delle proprie possibilità tecnico-tattiche (anzi, incontestabilmente, questo suo strano utilizzo ha prodotto molti danni all'Avellino). Allora perchè non cercare di recuperare Lucas Correa (attorno al quale, il Direttore Tecnico Enzo De Vito aveva immaginato di costruire la squadra biancoverde) al ruolo a lui piu' congeniale di trequartista, nel quale, sia in B che in terza serie, ha dimostrato di poter fare la differenza?
Il nostro ovviamente, non è uno stupido (ed inutilmente velleitario) tentativo di "rubarle" il mestiere, ma è semplicemente la palmare espressione di un  tentativo di contributo alla causa del l'Avellino, del nostro caro vecchio Lupo.

Sezione: Editoriale / Data: Gio 13 ottobre 2011 alle 18:43
Autore: Rino Scioscia
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