"Che bello è quando esco di casa, per andare allo stadio a tifare Avellino..." Così i sostenitori avellinesi hanno salutato i propri beniamini sotto la curva Sud, al termine della gara vinta per uno a zero contro il Barletta. Un entusiasmo che per tanto tempo ad Avellino non aveva messo più piede, ed è tornato, ora, con la speranza di restarci a lungo. Lo stadio Partenio sembrava quello delle buone occasioni, con una curva non gremita, ma molto popolata, che nei primi minuti ha riservato qualche coro di protesta contro la dirigenza, accusata di non essere molto attiva per quanto riguarda la capienza troppo ridotta dell'impianto di via Zoccolari, ma che a breve dovrebbe raggiungere l'idoneità per ospitare 7.500 persone; lieve contestazione, dicevamo, e poi via, tutto di un fiato a sostenere i colori biancoverdi fino all'ultimo istante del match. La sfida contro i pugliesi, che sono ancora a quota due punti in classifica, non è stata molto semplice; è servita, infatti, una magia di Gigi Castaldo per regalare i primi tre punti ai lupi tra le mura amiche, ed a consegnare all'Avellino, un primato solitario che con la nuova dirigenza, non si era visto nemmeno in serie D.

Schierati con gli stessi undici di Benevento, il gioco non è ancora quello dei migliori, ma le individualità cominciano a venir fuori. Giosa e Fabbro stanno dando del filo da torcere ad ogni attaccante che occupi il loro territorio; D'Angelo sta tornando il solito guerriero sulla linea mediana e Castaldo rispetta le attese, dimostrandosi un vero top player per la categoria. Rastelli lo ha definito, infatti, uno spreco per la Prima Divisione. Non si può dire lo stesso per Emanuele Catania, l'ex molosso dopo una buona partenza, si è un po' spento e da lui si attendono sicuramente prestazioni di gran lunga più convincenti. Per ora, il lupo si gode il primato, con due lunghezze sul quartetto composto da Perugia, Benevento, Frosinone e Latina, e zero sconfitte in cinque gare, con la consapevolezza di dover affrontare due partite alquanto difficili, con due delle quattro squadre inseguitrici, ovvero: Frosinone e Perugia. Due big match che diranno ancora di più, chi è, e dove può arrivare la compagine irpina.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 01 ottobre 2012 alle 15:30
Autore: Pellegrino Marciano
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