Bene così. Anche il Carpi è stato stritolato dall’Avellino che al Partenio si conferma una squadra di alta classifica. Uno-due micidiale nei primi cinque minuti e avversari che inizialmente credevano di effettuare ancora il riscaldamento pregara. Questo Avellino piace e infiamma la folla, gioca bene e concede pochissimo. Sono soltanto positivi i segnali che giungono dalla partita di questo pomeriggio, tutto a favore della compagine irpina. Si è sbloccato Galabinov, che sembra essere giunto ormai nel suo momento migliore: doppietta e gol su azione che finalmente è arrivato. Potrebbe essere lui il nuovo bomber stile Kutuzov, Danilevicius o Pellicori ma questa volta si ha pressoché la certezza di non finire in “tragedia”, calcistica, s’intende. L’Avellino ha praticamente sbranato gli avversari e lo ha fatto con tutta la rabbia accumulata dopo la pesante e immeritata sconfitta in quel di Siena, dove la prestazione degli uomini di Rastelli non era stata poi così malvagia.

Da segnalare, prima di commentare la prima gioia in biancoverde di Soncin, l’esordio in campionato di Federico Angiulli, un ragazzo che meritava questo momento per quello che ha dato lo scorso anno, trascinando i lupi verso la serie B. Di Soncin, dicevamo, primo gol, di pregevole fattura ed esultanza inequivocabile, in cui il numero 7 veneto ha esploso tutta la gioia e il veleno raccolto in questi tempi. C’è stato anche l’ingresso di Ciccio Millesi, poco presente in campo ma uomo spogliatoio e simbolo di questo Avellino. Altri tre punti in cassaforte, importanti, preziosi  e attesi. Continuiamo la cavalcata verso la…salvezza.

Sezione: Editoriale / Data: Sab 19 ottobre 2013 alle 18:05
Autore: Pellegrino Marciano / Twitter: @pellegrinom17
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