E' arrivata anche la prima sconfitta al Partenio. Prima o poi doveva capitare e forse è meglio che a espugnare il fortino biancoverde sia stata una corazzata come il Palermo. I rosanero non sono stati superiori a tal punto, ma la qualità dei 22 in campo è stata sicuramente impari. Un Avellino stanco, causa il grande dispendio di energie nell'alluvione di Cittadella, che non ha mostrato la fame e la cattiveria sportiva vista nelle partite precedenti. Rastelli non ha cambiato modulo, ma quello conta fino a un certo punto perchè ciò che non si è visto in campo è la freschezza di sempre. Anche il pubblico sembra aver accusato l'appannamento dell'Avellino che un po' a fasi alterne ha provato a creare grattacapi alla difesa avversaria. Non c'è nulla di cui preoccuparsi, perchè da tempo gli addetti ai lavori biancoverdi stanno predicando calma e attenzione in un campionato durissimo, proprio per evitare false illusioni. I lupi possono vincere il campionato facilmente, sì, ma conquistando la permanenza in cadetteria. Deve essere questo il vero trionfo avellinese, che negli anni passati non è arrivato regalando alla folla biancoverde solamente delusioni. Non bisogna fare drammi o pensare di essersi montati la testa perchè questa squadra sta dando l'anima per far togliere delle soddisfazioni a una piazza esigente. Le vittorie interne con l'Empoli e con il Novara, il pareggio a Pescara, l'ultima vittoria in quel di Cittadella, sono sicuramente gioie che non si provavano da anni in serie B. Sono queste le soddisfazioni di cui si parlava, soddisfazioni che è meglio godersi partita dopo partita, perchè è così che l'Avellino deve conquistare il proprio obiettivo: giorno dopo giorno. Pensare in grande, ma restare piccoli.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 03 novembre 2013 alle 16:11
Autore: Pellegrino Marciano / Twitter: @pellegrinom17
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