Il titolo di questo editoriale non sembri l'effetto delle suggestioni di un inguaribile tifoso. Perchè vorrebbe essere tutt'altro. Esso tenta di veicolare in termini lapidari (come tutti i titoli, del resto) il nostro sommesso pensiero.

Il giovanissimo Avellino (quest'oggi sono stati schierati complessivamente 6 under, e per l'intero secondo tempo c'erano in campo tre 19enni ed un ventenne) era chiamato ad una vera e propria prova del fuoco: un derby in casa di una rivale costruita per vincere il campionato, composta da diversi calciatori esperti e di categoria superiore. Qualche pessimista aveva pensato che la squadra biancoverde sarebbe stata incenerita sotto i colpi di Altinier, Rajcic e compagnia bella. Di piu': iniziare la ripresa con due gol sul groppone ed avere a disposizione appena 45 minuti per sovvertire il risultato e zittire gli autoctoni parrucconi del calcio, sarà stata ritenuta impresa a dir poco ardua. Invece, è accaduto ciò che, ad un certo punto, neppure i piu' "sfegatati" supporters dei Lupi avrebbero immaginato: da 0-2 a 2-2, nell'infuocato catino del Ciro Vigorito.
Al di là del risultato (comunque di grande valore, anche per la classifica) i piccoli Lupi hanno saputo mostrare denti particolarmente aguzzi, e per quasi tutta la gara hanno fatto vedere, loro si,  le "streghe" agli  stessi Stregoni! Grande il carattere e la personalità mostrata dai biancoverdi. In un qualche modo, addirittura, ciò che, in partenza, poteva sembrare un handicap  per l'Avellino, è divenuto, magicamente, il suo punto di forza: la maturità degli under in uno con la spiccata mentalità vincente mostrata al cospetto di gente navigata. in particolar modo, spalleggiato da quel guerriero indomito che risponde al nome del vicecapitano D'Angelo, ha mostrato personalità da vendere un ragazzino, classe 1992: tale Nicola Malaccari da Jesi. Segnatevi questo nome, fra qualche anno potreste ritrovarlo tra quelli che calcano i campi di serie A!
Certo, sarebbe ingeneroso nei confronti degli altri tredici calciatori scesi in campo per l'Avellino, se indugiassimo soverchiamente sulla sontuosa prova di questo ragazzo. Ma da stasera, il  giovane Nicola (un piccolo cadeau di Pierpaolo Marino, che lo ha ceduto in prestito dall'Atalanta alla squadra della sua città) rappresenta in maniera palmare la crescita esponenziale che ha mostrato  tutta la truppa di Bucaro. Sul conto del quale, almeno dopo la bellissima prova dei suoi ragazzi in questo derby, aumenteranno certamente i giudizi lusinghieri.
Insomma, i tifosi sperano che i ragazzi biancoverdi proseguano lungo questa strada. Anche perchè, da oggi, se non altro, possono, a giusta ragione, rivendicare (in uno con l'intera squadra biancoverde) il diritto ad essere ritenuti calciatori di categoria!

Sezione: Editoriale / Data: Dom 13 novembre 2011 alle 21:42
Autore: Rino Scioscia
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