Fallisce il proverbio: "Non c'è due senza tre" non fa al caso di questo Avellino che cade in trasferta contro un ottimo Crotone, dopo le due vittorie consecutive contro Cittadella e Brescia. La compagine di Rastelli, lo sappiamo, è costruita in primis per la salvezza e poi, magari, piano piano, per pensare a togliersi qualche soddisfazione. Siamo sicuri che i tifosi biancoverdi siano amareggiati per la sconfitta, ma nel cuore di ognuno di loro c'è tanta fierezza per la reazione e la voglia di recuperare la gara mostrata dalla squadra. Quarta sconfitta, dunque. Se si pensa che tre sono giunte in trasferta il calcolo è presto fatto: la salvezza, o meglio, il campionato da mina vagante dei lupi dovrà essere costruito in casa, nel catino del Partenio. Inutile accusare, inutile parlare col senno del poi, perchè questi ragazzi e questo allenatore stanno gettando il cuore oltre l'ostacolo in ogni partita, regalando ad Avellino una fama davvero invidiabile, che mancava al calcio irpino da tanti, troppi anni.

Ogni squadra, dal Palermo alla Juve Stabia, teme i colori biancoverdi, frutto di un lavoro eccellente svolto fino ad ora e che, ne siamo certi, continuerà ad essere svolto. Senza alcun dramma e senza alcuna preoccupazione, bisognerà sostenere la squadra già dal prossimo impegno, difficile, contro un'altra squadra tosta, ovvero, il Cesena. Non dimentichiamo che nonostante la sconfitta di questo pomeriggio, ad avere la meglio è stata una formazione davvero ben messa in campo, a cui vanno fatti solo i complimenti. Del pomeriggio amaro per i lupi, andrebbe rivista un po' la fase difensiva, che non è sembrata impeccabile come sempre. Seculin si è mostrato impacciato, a differenza dello spericolato Terracciano che i palloni li va a prendere sino a centrocampo pur di blindare la porta. Ribadiamo, nessuna critica e nessun dramma. Questo Avellino va soltanto elogiato e sostenuto. -23 all'obiettivo.

Sezione: Editoriale / Data: Sab 23 novembre 2013 alle 18:45
Autore: Pellegrino Marciano / Twitter: @pellegrinom17
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