L'Avellino è ferma al palo, la Lega Pro non aspetta: venerdì verrà completato l'organico, poi toccherà ai gironi

10.07.2019 17:30 di redazione TuttoAvellino Twitter:    Vedi letture
L'Avellino è ferma al palo, la Lega Pro non aspetta: venerdì verrà completato l'organico, poi toccherà ai gironi

L'Avellino è fermo al palo, iscritto al campionato di Lega Pro, ma in attesa di conoscere il suo futuro legato alle vicende del Gruppo Sidigas. 

Nello stesso giorno - venerdì - in cui l'azienda di Giannandrea De Cesare è chiamata a evitare il fallimento, attraverso la presentazione di un concordato per un piano di rientro dell'imponente massa debitoria, il Consiglio Federale stabilirà quali società potranno disputare la Serie C grazie a riammissioni e ripescaggi. 

Sono sei i posti vacanti nell'organico della Lega Pro, composto da 60 squadre. Virtus Verona e Fano sono già certe di fare parte del gruppetto delle sei fortunate, mentre il Modena sarà la prima ripescata dalla Serie D. Restano altri tre posti, per quattro partecipanti.

Il Bisceglie e il Cerignola vivono ore di ansia a causa delle non perfette condizioni dei rispettivi impianti di gioco. Se dovessero spuntarla, andrebbero ad accaparrarsi altri due posti liberi, con la Paganese costretta a richiedere il ripescaggio, che prevede l'esborso di 300-350 mila euro a fondo perduto (le riammesse Virtus Verona, Fano e, in caso positivo, Bisceglie hanno solo l'obbligo di presentare fideiussione e un impianto a norma). 

Se una tra Bisceglie e Cerignola dovessero essere respinte, esulterebbe la Reggiana. In caso di doppio forfait, la Lega Pro potrebbe decidere di riaprire le liste per un ultimo ripescaggio, con il Taranto favorito sulla Turris (impianto non a norma). Difficile l'ipotesi 59 squadre. 

Subito dopo aver chiuso il cerchio sull'organico della prossima Serie C, la Lega Pro stabilirà quale sarà la composizione dei tre gironi da 20 squadre, con la suddivisione regionale che dovrebbe spuntarla ancora una volta. Pare, infatti, che l'idea di dividere l'Italia in verticale non abbia incontrato i favori di molte società, costrette a sorbarcarsi lunghi viaggi per le trasferte, pesanti anche sul piano economico.