L’Avellino incassa una sconfitta pesante nel punteggio contro un Empoli cinico e strutturato, capace di capitalizzare tre episodi chiave e di gestire con maturità i momenti della gara. Il 3–0 fotografa solo in parte l’andamento del match: i biancoverdi hanno avuto lunghi tratti di controllo, soprattutto nel secondo tempo, ma hanno pagato caro gli errori individuali e l’incapacità di trasformare il volume di possesso in occasioni realmente pericolose.
Introduzione
La partita si è giocata su un piano tecnico-tattico complesso. L’Empoli di Dionisi ha impostato su aggressività mirata, verticalità immediata e sfruttamento delle corsie, mentre l’Avellino ha cercato di costruire lungo tutto l’arco del match, aumentando progressivamente la propria presenza nella metà campo avversaria.
Il dato chiave?
- Possesso Avellino 58%, con picchi del 69% nel secondo tempo
- ma solo 1.10 xG generati contro gli 1.47 xG dell’Empoli (molto più efficienti)
1. Fase di possesso dell’Avellino
Struttura iniziale e primo tempo
- Avellino parte in 3-5-2, con costruzione bassa affidata al trio Šimić–Fontanarosa–Cancellotti. Palmiero funge da fulcro stabile (55 passaggi riusciti, 93%) mentre Kumi e Besaggio provano a dare linee interne. Tuttavia, la squadra fatica a collegare il blocco difensivo con gli attaccanti:
- Tutino troppo isolato, costretto a giocare spesso spalle alla porta
- Biasci non riesce a consolidare i pochi palloni giocabili
- Scarsa presenza tra le linee
- L’Empoli pressa in 3-4-3 con Yepes e Degli Innocenti molto aggressivi: i biancoverdi perdono diversi duelli chiave in uscita (27 palle perse alte)
Il cambio di passo nella ripresa
Il secondo tempo vede un Avellino più verticale e determinato:
- Milani (subentrato) aumenta la spinta a sinistra (4 dribbling tentati, 3 riusciti)
- Palmiero e Kumi costruiscono con maggiore pulizia
- Si arriva fino al 69% di possesso nel secondo tempo
Le occasioni migliori arrivano da:
Milani al 32’ (0.16 xG) da inserimento sul secondo palo
Kumi al 72’ (0.28 xG) su corner
Tutino al 75’ (0.33 xG) dopo azione individuale
Nonostante il dominio territoriale, mancano finalizzazione e freddezza.
2. Fase di non possesso
Struttura
L’Avellino difende in 5-3-2 medio-basso, cercando di schermare le linee interne. Tuttavia, emergono tre criticità:
- Difficoltà nelle transizioni difensive: troppi metri da coprire dopo palla persa.
- Debolezza sulle corsie, soprattutto lato destro (Missori – Cancellotti).
- Errori individuali nelle uscite dei centrali.
I tre gol subiti
17’ – Elia
Cross dalla sinistra, Avellino in ritardo nella pressione, Elia attacca bene il secondo palo. Lettura difensiva non coordinata.
45+2’ – Saporiti
Azione confusa dopo respinta corta. Avellino schiacciato e poco reattivo nella gestione della seconda palla.
90+5’ – Pellegri
Transizione con squadra lunga, Pellegri rompe il centro e chiude sul 3–0.
La squadra di Biancolino vince il 59% dei duelli totali, ma li perde nei momenti chiave nell’ultimo terzo campo (solo 43% di duelli difensivi negli ultimi 20 metri).
3. Transizioni
Offensive
Avellino non riesce a sfruttare le poche situazioni di campo aperto:
- solo 1 contropiede registrato in tutto il match
- velocità di esecuzione bassa
- poca qualità nel primo passaggio verticale
- Tutino è l’unico a creare superiorità, ma manca supporto.
Difensive
L’Empoli mostra maggiore immediatezza:
- recupera 27 palloni nella metà campo avellinese, contro i 15 dell’Avellino
r- iesce a trasformare due transizioni corte in situazioni da gol
4. Momenti chiave del match
17’ – 0-1 Elia
È il gol che indirizza la partita. Avellino sbanda e perde fiducia, Empoli cresce.
45+2’ – 0-2 Saporiti
Incide psicologicamente: l’Avellino rientra negli spogliatoi dopo il suo miglior momento del primo tempo, ma con due gol di svantaggio.
Dal 46’ al 75’
Assedio Avellino: xG che crescono (0.83 solo nella ripresa).
Empoli in grande sofferenza, ma resiste grazie a Lovato–Obaretin e alle parate di Fulignati.
90+5’ – 0-3 Pellegri
Gol che punisce l’Avellino mentre è completamente sbilanciato.
5. Punti di forza dell’Avellino
- Secondo tempo di forte dominio territoriale
- Ottima prestazione di Palmiero: ordinato e preciso
- Milani (subentrato) cambia ritmo e porta pericolosità
- Crescita nella produzione di occasioni su palla inattiva
- Squadra viva, che crea volume offensivo nonostante il risultato
6. Criticità dell’Avellino
- Letture difensive insufficienti nelle situazioni laterali
- Errori individuali dei centrali nei tempi di intervento
- Troppa distanza tra reparti nei ribaltamenti
- Scarsa qualità dell’ultimo passaggio
- Difficoltà nel legare il gioco tra centrocampo e attacco
- Tutino spesso lasciato solo nella rifinitura
Conclusione
La sconfitta è pesante ma non deve ingannare: l’Avellino ha mostrato, soprattutto nella ripresa, una struttura di gioco chiara e una capacità di creare volume e presenza offensiva. L’Empoli però ha dimostrato maturità, cinismo e qualità nelle scelte decisive.
Per crescere, i biancoverdi devono:
- aumentare la solidità difensiva sulle corsie
- ridurre gli errori individuali
- migliorare la connessione tra i reparti
- dare più supporto offensivo ai rispettivi compagni di squadra
Il percorso è chiaro: servirà continuità e una gestione più lucida dei momenti chiave.
Dal campo ai numeri: Formazioni ufficiali e statistiche principali
Statistica Avellino Empoli
xG 1.10 1.47
Tiri 8 10
Possesso 58% 42%
Palle recuperate nella metà campo avversaria 15 27
Duelli vinti 108 66
Autore: redazione TuttoAvellino / Twitter: @tuttoavellinoit
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