L'Avellino ritrova la vittoria dopo cinque turni senza i tre punti, e lo fa con le armi che l'avevano caratterizzata nelle prime giornate: grinta, tenacia, caparbietà, carattere, voglia di farcela anche quando le cose si sono messe male. Il carattere messo nella vittoria in rimonta a Carrara (terminata con lo stesso risultato) o nel recupero del risultato a Padova, quello di una squadra che non molla mai. Carattere che era un po' mancato nelle sconfitte contro Juve Stabia e Spezia che potevano far pensare a un cambio di rotta e a un ridimensionamento, invece il fuoco non si era spento ma solo sopito, si è riacceso a Pescara e si è rivisto in casa contro la Reggiana.
Vittoria doveva essere e vittoria è stata, ma con la consapevolezza che c'è ancora tanto su cui lavorare. A partire dalla fase difensiva, ancora una volta troppo ballerina, oggi più che mai: tralasciando l'autogol sfortunato di Simic, l'Avellino si è fatto infilare troppo facilmente dalla doppia giocata di Novakovich, ha sbandato in più di un'occasione, e deve ringraziare la giornata di grazia dei suoi attaccanti se è riuscito a recuperare ben 4 gol. E' vero che Biancolino si è sbilanciato molto nel tentativo, poi riuscito, di riprendere la partita, come ha fatto anche in altre occasioni, ma gli errori dei singoli vanno e possono essere limati. Avellino peggior difesa del campionato ma prima che si giochi il resto dell'undicesimo turno.
Altra caratteristica della vittoria odierna, tre gol su quattro sono arrivati su calcio piazzato (e due di testa): il rigore di Insigne, il calcio di punizione di Russo deviato in rete da Simic, l'angolo di Besaggio per la testa di Palumbo. Solo il 2-1 di Biasci è arrivato su azione, con il bell'assist di Insigne nel corridoio. E a proposito di Insigne, finalmente una prestazione all'altezza delle aspettative: il fantasista napoletano ha dispensato giocate di alta classe, ha trasformato il rigore segnando il suo primo gol in stagione, ha causato l'angolo da cui è nato il gol del 4-3. Ed è sembrata andare ancora meglio quando nel secondo tempo al suo fianco è entrato Russo, che come spesso accade ha spaccato la partita diventando una spina nel fianco degli avversari: ha servito a Simic la palla del 3-3, ha provato a spaventare Motta da solo, ha creato scompiglio tra le linee proprio come il compagno di reparto. Una soluzione da tenere a mente per il futuro, quando si vuol puntare su fantasia e imprevedibilità piuttosto che su sostanza in area di rigore.
Bene anche l'impiego di Palumbo da mezzala, dimostrando che può coesistere con Palmiero, mentre meno sicuro che a Pescara Daffara: chissà che a Cesena non tocchi nuovamente a Iannarilli. Intanto Biasci diventa capocannoniere della squadra arrivando a quota 3, insieme a Simic che sta vivendo una delle sue migliori stagioni a livello realizzativo. Avellino che con la partita di oggi arriva a dieci marcatori diversi, non male aspettando ancora i recuperi di Patierno e Favilli. Avellino che ritrova anche la zona playoff, ma quello che più conta è aver allontanato nuovamente quella playout, che nelle ultime settimane cominciava ad avvicinarsi pericolosamente.
Autore: Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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