Come un anno fa, salvezza all'ultima giornata. Quale futuro ora per l'Avellino?

18.05.2018 23:09 di Domenico Fabbricini Twitter:    Vedi letture
Come un anno fa, salvezza all'ultima giornata. Quale futuro ora per l'Avellino?

Come un anno fa con il Latina, storie che si ripetono e si ripropongono. L'Avellino costretto a vincere all'ultima giornata contro una squadra già retrocessa, va sotto, recupera e la ribalta, mantenendo la categoria un'altra volta: l'anno prossimo sarà il sesto di fila. Ma stavolta con meno sofferenza: il vantaggio della Ternana è infatti durato solo 29 minuti, prima che Ardemagni la pareggiasse e Castaldo siglasse sul finire di prima frazione il gol del 2-1. Un anno fa fu molto più sofferta con la vittoria arrivata solo nei minuti finali del secondo tempo, mentre a Terni l'Avellino si è limitato a controllarla nella ripresa, rischiando solo nei minuti finali. E come un anno fa ci ha pensato ancora lui, Gigi Castaldo: a 36 anni ancora decisivo con gol e assist. Come lo era stato nel pari di Ascoli, che alla fine si è rivelato determinante, come lo era stato una settimana fa contro lo Spezia, tre punti di platino. Tre gol nelle ultime tre giornate, uno più pesante dell'altro, 13 in stagione che ne fanno ancora il capocannoniere biancoverde. Come si può pensare a un Avellino senza di lui? Castaldo può ancora dare molto a questa piazza, e il suo procuratore ai nostri microfoni qualche giorno fa ha fatto intendere che chiederà il rinnovo fino al 2020. Crediamo se lo sia meritato.

Come non citare poi i duemila biancoverdi che hanno colorato il settore a loro riservato al 'Liberati' e sostenuto la squadra per 94 minuti, anche dopo il gol di Signori. I tifosi dell'Avellino, anche se quest'anno in qualche occasione hanno mostrato forse meno attaccamento, meno presenza fisica allo stadio, non hanno mai smesso di amare questi colori, e nel momento del bisogno (vedi anche il pienone contro lo Spezia) si sono fatti risentire. E' un amore che non scemerà mai, magari può essere deluso, arrabbiato, amareggiato, ma mai disinteressato. Come accade tra due innamorati si può litigare, discutere, confrontarsi, ma se è vero amore alla fine giunge sempre la pace e l'abbraccio finale. Come è stato sugli spalti del 'Liberati'. E la festa a fine partita con i calciatori sotto il settore è anche il segnale di legame rinato, pronto a ripartire colmo di speranze e sogni anche nella prossima stagione.

Già, la prossima stagione: cosa accadrà ora? Innanzitutto Foscarini potrà finalmente sedersi a un tavolo a discutere del rinnovo con la società. Lui vuole questa piazza, vuole allenare questa squadra da inizio stagione e lo ha fatto capire con i messaggi d'amore lanciati in questi giorni. A meno di clamorose sorprese, quindi, dovrebbe essere lui l'allenatore che guiderà i Lupi in B nel campionato 2018/19. Ma c'è anche la questione societaria: a salvezza raggiunta, i fratelli Gravina usciranno finalmente allo scoperto? Decideranno di completare l'acquisto dell'Avellino o i conti faranno optare per una rinuncia? E l'eventuale inserimento di Preziosi di cui si è vociferato nei giorni scorsi troverà conferma? O si continuerà ancora con Taccone, uomo solo al comando? I numeri sono dalla sua certo, è il presidente che ha collezionato più salvezze di fila in B (e sfiorato una promozione ai playoff), ma è innegabile ormai anche che il rapporto con la piazza è ormai logoro. Viene contestato a ogni dichiarazione e anche qualche concetto giusto viene posto in secondo piano. E' finito un ciclo, e la soluzione migliore in questi casi è passare la mano, restando magari come presidente onorario e apparendo meno mediaticamente parlando, ma passare la mano a un personaggio che possa recuperare anche il rapporto tra piazza e società.

Domani inizia una nuova pagina dell'Avellino Calcio dunque, un campionato va in archivio, i calciatori in vacanza. E il ds comincerà il lavoro più duro che lo porterà, insieme al presidente, a costruire nel corso dell'estate la squadra 2018/19. Che si spera possa regalare qualche soddisfazione in più e qualche sofferenza in meno.