Si spengono le luci sull'U.S. Avellino, ma quanto male fa...

14.09.2018 13:36 di redazione TuttoAvellino Twitter:   articolo letto 2386 volte
© foto di Dario Fico/TuttoSalernitana.com
Si spengono le luci sull'U.S. Avellino, ma quanto male fa...

C’è chi la vede come una liberazione, chi tirando un sospiro di sollievo ha ringraziato il cielo per aver evitato lo “sdoppiamento” della fede, c’è pure chi ha esultato alla notizia della bocciatura del ricorso presentato dall’U.S. Avellino al Tar Lazio. Emozioni contrastanti con quella che è la passione per la propria squadra del cuore. E’ accaduto anche questo nella tribolata e drammatica estate avellinese, che ha visto sparire il professionismo per la seconda volta in nove anni.

Ma se nel 2009 la storia si concluse amaramente il 9 luglio, senza lasciare spazio a strascichi giudiziari, ad ulteriori sentenze, quest’anno si è arrivati al 14 settembre per vedere scendere i titoli di coda sulla società presieduta da Walter Taccone, principale colpevole di una fine ingloriosa, ingiustificabile, che non può trovare alibi in giochi di potere e complotti politici.

Sarebbe bastato presentare una fideiussione regolare, provvista di rating e ritenuta idonea dalla Figc, come accaduto gli anni scorsi, per evitare una incredibile serie di eventi, un rincorrersi di giorni trascorsi alla ricerca di notizie, di indiscrezioni, di speranze, poi evaporate nelle aule dei tribunali. Il tifoso irpino è stato sottoposto a cure intense di esami di diritto sportivo e amministrativo, mentre le altre squadre giocavano beatamente a calcio e pensavano al mercato. Prima la Covisoc, poi la Figc, in seguito il Coni e ora il Tar: tutti hanno dato torto all’U.S. Avellino e a Walter Taccone. E un motivo dovrà pur esserci.

La Onix Asigurari non era una polizza valida, inutile girarci intorno. E a nulla è valso l’harakiri della Figc di fine agosto, quando ha permesso a dodici società di Serie B e Serie C di sostituire la fideiussione FinWorld (ancora valida il 12 luglio - termine ultimo imposto dalla Figc - a differenza della Onix che non lo è mai stata) entro 28 giorni, rinvigorendo le speranze dei legali difensori dell’U. S. Avellino, a cui va riservato un sentito grazie, per l’ottimo lavoro svolto.

L’U.S. Avellino ha pagato l’inadeguatezza societaria, la spavalderia del suo presidente, il protrarsi di gestioni rivedibili, di atteggiamenti sbagliati. Taccone - che la sera della presentazione delle divise da gioco urlò al mondo che era “tutto a posto”, confermandolo alla stampa il 18 luglio ad Ariano Irpino trincerandosi dietro numeri e orari rivelatisi non corretti - avrebbe dovuto farsi da parte. Ha preferito il contrario, conducendo quella che riteneva la sua “creatura” dritta all’inferno.

La disparità di trattamento può anche starci (anche osservando la misera punizione riservata al Chievo Verona), ma senza l’errore commesso in fase d’iscrizione, ovviamente in buona fede, tutto questo non sarebbe successo. Al presidente dell’U.S. Avellino 1912 s.r.l. (da non confondere con l’U.S. Avellino 1912 s.p.a., denominazione acquisita all’asta, assieme al logo, dall’Associazione per la Storia) resta la strada che conduce al Consiglio di Stato e, infine, al Tas di Losanna. Una ulteriore battaglia legale prettamente di natura economica.

Il calcio ad Avellino continuerà in Serie D, a partire da domenica. La Calcio Avellino SSD affronterà il Ladispoli. All’Angelo Sale saranno presenti circa 250 sostenitori biancoverdi, desiderosi di ripartire, di tornare a parlare di calcio giocato.

Si attendono ora novità su due versanti. Il primo è il Partenio-Lombardi, che sarà utilizzato esclusivamente dalla società di De Cesare. Probabile la risoluzione dell’accordo tra il Comune di Avellino e Walter Taccone. La seconda è legata al tifo organizzato. Dopo la presenza a Sturno di una delegazione della Curva Sud, lo zoccolo duro del tifo biancoverde ha fatto perdere le tracce. Nessun vessillo al Partenio-Lombardi in occasione del primo allenamento e dell’amichevole contro l’Equipe Campania, sostenuta dalla squadra di Archimede Graziani. Un’assenza che ha fatto riflettere e che potrebbe trasferire l’attenzione sul logo. Senza il “vecchio alleato” la Curva Sud non seguirà il nuovo Avellino? Ai posteri l’ardua sentenza. Ma questa è un’altra storia.