Il momento della squadra biancoverde, è indubbio, non è dei piu' felici. Ritrovarsi di colpo dalla B alla D è stata una mazzata ancora dura da digerire, e ripensarci fa ancora salire il nervoso e l'incredulità: perdere il calcio professionistico per il ritardo nella presentazione di una fideiussione proprio non va giù. Ritrovarsi a sfidare Latte Dolce, Castiadas, Aprilia, Monterosi, con tutto il rispetto per queste piazze e i singoli progetti sportivi, non ha fatto che aumentare la frustrazione, poiché l'impatto con la realtà ha fatto tornare alla mente il dolore della scorsa estate. Ma bisogna rassegnarsi alla realtà dei fatti, rimboccarsi le maniche e ripartire. L'Avellino è in D, con una squadra composta in ritardo con tutte le pecche che può avere una rosa di D, ma con programmazione, serietà e soprattutto unione di intenti, se ne può uscire.

Ecco perché non condivido l'eccessivo pessimismo, che si trasforma in odio verso qualunque personaggio o azione, che serpeggia negli ultimi tempi tra i tifosi biancoverdi, almeno tastando il polso dei social. De Cesare ha un compito duro, ricostruire una società da zero e portarla subito a competere in un campionato duro come la D. Squadra nuova, società nuova, staff dirigenziale e tecnico nuovo, non basta chiamarsi "Avellino" per vincere, in campo vanno i giocatori e gli allenatori con le loro idee. Acclamato come il salvatore della patria, come la scelta giusta per ripartire, ecco che De Cesare è già finito nel mirino della critica (nonostante la squadra sosti stabilmente in zona playoff dall'inizio del torneo) perché non sta ammazzando il campionato. "Pensi al basket", "passi la mano", "te ne devi andare" sono i commenti piu' teneri che si leggono su qualunque pagina social. C'è anche chi acclama l'avvicendarsi con Preziosi, che proprio questa estate fu indicato come inadatto visti alcuni trascorsi. E siamo certi, sarebbe criticato anche lui se si fosse ritrovato nella stessa situazione di De Cesare. D'altronde fu criticato, negli ultimi anni della sua gestione, anche Antonio Sibilia, con tanto di corteo di disapprovazione, mentre ora a distanza di anni viene giustamente reso onore a quello che ha fatto per il Calcio Avellino.

La piazza di Avellino purtroppo vive di istinto, di 'pancia', si fa trasportare dalle sensazioni del momento. Ed ecco che, ancor prima di mettere piede ad Avellino, le notizie sull'arrivo di Bucaro sui social, compresa la nostra pagina Facebook, sono state accompagnate da commenti di sdegno e delusione. Così come era stato per le notizie relative a possibili contatti con Campilongo ("non è adatto"), Capuano ("quell'episodio del salto sulla macchina non si dimentica"), Novellino ("non va bene"), ecc. E' stato criticato persino Cinelli, che da calciatore è stato amato e osannato dall'intera piazza, non si capisce bene per quale motivo.

In questo momento è tanta la delusione per la sconfitta contro il Trastevere che sarebbe criticato anche Mourinho, se venisse chiamato lui a guidare l'Avellino. Ma purtroppo non è questo l'atteggiamento giusto per risalire la china, ovviamente non parliamo della totalità dei tifosi, ci sono anche quelli che sostengono a prescindere, ma solo restando uniti e fiduciosi, facendo sentire il proprio sostegno, si può tornare dove si merita. Sembra retorica ma non lo è, contestare un nuovo allenatore prima ancora che arrivi, un presidente prima ancora che finisca neanche il girone di andata, un ds che opera da 4 mesi, non può certo aiutare la squadra a vincere il campionato. E allora, proviamo a fare uno sforzo, capisco che non fa piacere a nessuno prendere 4 schiaffi in casa dal Trastevere ed essere quinti in un campionato che si pensava di stravincere, ma proviamo a stare vicini a queste persone che hanno come unico scopo quello di riportare l'Avellino nel calcio professionistico. 

Sosteniamo la squadra come ha sempre fatto il tifo biancoverde, meritando elogi anche a livello nazionale, riempiamo lo stadio, sosteniamo il nuovo allenatore e contestiamo certo quando la squadra perde in malo modo come domenica scorsa, ma sempre con spirito costruttivo. Criticare per il gusto di farlo, per seguire la 'moda' social del momento, non può portare certamente ad alcun risultato positivo.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 05 dicembre 2018 alle 14:40
Autore: Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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