Avellino involuto, senza carattere, senza grinta quello che ha perso in casa contro il Messina. Secondo ko di fila in casa, settima gara interna senza vittorie. La Juve Stabia vola a +10, scappa via anche il Picerno nel discorso secondo posto e la sensazione di un altro campionato buttato alle ortiche che si sta profilando. Obiettivo ormai ridimensionato e pensare a un secondo posto. Amarezza incredibile, piazza che per la prima volta contesta i calciatori e anche mister Pazienza. Ci chiediamo il perchè non sia finito nel calderone anche il direttore Perinetti. Non ce ne voglia nessuno, ma le colpe ormai sono evidenti da parte di tutti. Un pomeriggio amaro al Partenio, qualcuno spieghi cosa sta accadendo a questa squadra, davvero l'ombra di se stessa. E non si dia la colpa alla pressione dell'ambiente. Che è un alibi che non regge. 

Pazienza prova a cambiare qualcosa per accendere la lampadina in casa. Si parte con Sgarbi e D'Ausilio larghi, ai lati di Patierno. Una sorta di 3-4-3. Assente Palmiero per influenza. Oltre a Varela e Benedetti.  
Il Messina conduce il gioco nel primo tempo e passa anche con merito in vantaggio, con Manetta. La fotografia del gol è la sintesi di questo momento dei biancoverdi. Manetti colpisce di testa, viene murato, cade, si rialza, prende palla e insacca in rete. Non è possibile permettere tutto questo in area, con i difensori a guardare. 
L'atteggiamento dell'Avellino è apparso ok arrendevole, si i lupi hanno avuto anche alcune chance, vedasi quella di Sgarbi, proprio al tramonto del primo tempo, o nella ripresa. Fumagalli, come al solito, quando vede verde, è come i tori che vedono rosso, a chiude tutte le porte. E per poco anche l'ex Plescia non beffava ulteriormente questo Avellino. Sconfitta meritata, poco da dire, la striscia record negativa in casa continua, non so vince ormai da quasi 4 mesi, da fine ottobre contro il Cerignola. E non fosse per numeri record fuori casa, staremmo parlando quasi della stessa stagione dell'anno scorso. 
Ma allora, cosa accade a questo Avellino? Perché al Partenio-Lombardi si fatica così tanto? Una risposta è stata chiesta più volte a Pazienza, mister e al capitano Tito, che anche questa sera non hanno saputo dare risposte. Risposte che i tifosi meritano. Ok, le scuse, l'assunzione di colpa, ma a cosa serve se poi non si pone rimedio? E' come se dal gol con la Juve Stabia di Mignanelli, la famosa punizione, si sia spento qualcosa. Tito ha ribadito che non si è alzato bandiera bianca, ma le parole, evidentemente, contano fino a un certo punto. 
E lo stesso direttore Peinetti, o la proprietà, spieghino realmente se si è creata qualche frattura dal mercato di gennaio, se il tecnico ha ancora la squadra sotto controllo. Una proprietà che ha investito milioni e milioni, merita maggiori soddisfazioni e non queste umiliazioni. Sembra rivivere la scorsa stagione, quando da gennaio, dopo il mercato, si è arrivati a una frattura insanabile e non componibile con l'area tecnica. Che sia accaduto di nuovo? Oppure perchè questa squadra ha subito una involuzione del genere? Un campionato che poteva essere alla portata di questo Avellino, al di là dei meriti della Juve Stabia. Un campionato, al momento, perso tra le mura amiche. Il Partenio è sempre stato l'uomo in più dell'Avellino, nella sua storia, non può e non deve essere visto come un nemico. Ora testa bassa e lavorare, c'è un turno infrasettimanale e poi la gara di lunedì prossimo con la Casertana che diranno di più sul futiro prossimo di questo Avellino. 

Sezione: Editoriale / Data: Dom 11 febbraio 2024 alle 21:00
Autore: Marco Costanza
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