E così sarà l'esperto Piero Braglia l'allenatore dell'Avellino nella prossima stagione. Ieri un po' a sorpresa l'annuncio della società, questa mattina subito la conferenza di presentazione in videoconferenza, secondo le ultime modalità dovute al Covid-19. Cosa ci ha detto la presentazione del nuovo tecnico? Una serie di spunti interessanti, che confermano anche le intenzioni della società, che punta al salto di categoria da subito. Non solo l'ingaggio di Braglia, uno che in carriera ha vinto diversi campionati, è un segnale importante in questo senso, ma lo ha confermato lo stesso allenatore, specificando che allena per vincere i campionati, altrimenti verrebbero meno anche le motivazioni. Abbiamo provato a chiedergli anche cosa lo ha convinto ad accettare Avellino, visto anche che la squadra è praticamente da rifare, ma come un po' in tutta la conferenza il mister ha dribblato come il migliore degli attaccanti ogni domanda più specifica, limitandosi a dire che dopo diversi incontri la società lo ha scelto come nuovo allenatore. Ovvio interpretare questa risposta con una rassicurazione da parte di D'Agostino del fatto che si punterà a un campionato di vertice. Le parti si stavano vedendo da tempo, e al contempo hanno già avviato anche le prime operazioni di mercato: top secret per ora i nomi, ma Braglia ha anche ammesso di aver sempre potuto puntare su bomber da doppia cifra, e di aver già avviato le prime trattative anche per l'Avellino.

Un tecnico apparso deciso, convinto di quel che vuol raggiungere, ma anche un po' emozionato nell'approdare in una piazza come Avellino. Non è sembrato uno da facili complimenti o da facili adulazioni, e per questo sono sembrati sinceri i complimenti alla piazza irpina, "chiunque alleni ambisce a venire ad Avellino prima o poi" ha detto. Certo contare sul pubblico irpino sarebbe importante vista la spinta che può dare alla squadra, "giocare senza pubblico non mi piace, è come un allenamento" ma purtroppo ancora non è certo se si potranno riaprire gli stadi alla ripresa del campionato. Non si è sbilanciato sul modulo, anche perché dipenderà dal fatto che la società riesca a prendergli i giocatori che lui cerca per il suo gioco, altrimenti dovrà adattare quelli che ha. Ma ha confermato che sono i giocatori sotto contratto (Federico e Ferretti) dovrebbero restare, per il resto sarà rifondazione. Questo lascia intendere che sarà difficile anche trattenere Parisi, ammaliato dalle sirene della A e della B, ma non esclude che non si possa provare a rinnovare qualche contratto, come quelli di Di Paolantonio e Albadoro, ma ciò comporta comunque una trattativa al pari dei nuovi ingaggi. Ma il tecnico non è preoccupato, il campionato partirà il 27 settembre e c'è un mese e mezzo di tempo per costruire la rosa, che sarà composta da 22-23 giocatori ("doppie coppie in ogni ruolo") scegliendo con calma e intelligenza, evitando di prendere giocatori solo per riempire la rosa.

Le premesse sono buone quindi, società e allenatore concordano sulla volontà di costruire una squadra forte per vincere il campionato, individuando già in Palermo e Bari (in caso non dovesse vincere i playoff) le possibili antagoniste, ma c'è anche il rischio di dover assemblare e amalgamare una squadra tutta nuova in poco tempo. Per la prima volta negli ultimi due anni si parte finalmente con basi solide, premesse incoraggianti e volontà di far bene. Il campo poi, come al solito, sarà l'unico giudice.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 14 luglio 2020 alle 12:34
Autore: Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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