Ci eravamo illusi che con il rientro dei positivi al Covid l’Avellino fosse tornato quello di inizio stagione. Ci eravamo illusi che il periodo buio fosse alle spalle. E invece purtroppo quella di Potenza è stata solo una parentesi positiva, una partita decisa da un episodio, mentre i problemi restano. D’altronde mercoledì lo avevamo detto: Francavilla doveva essere la dimostrazione che la squadra avesse ritrovato la propria identità, perché non si può attende sempre l’episodio fortunato a togliere le castagne dal fuoco. E a Francavilla si è visto purtroppo ancora un Avellino brutto, abulico, quasi svogliato nel finale. Non una fiammata, non un assalto, non un arrembaggio all’area avversaria. Praticamente l’Avellino ha soltanto tentato, in maniera talvolta casuale, di costruire qualcosa nell’area avversaria, al contempo rischiando più volte di prendere il secondo gol.

Il risultato per i padroni di casa ci sta tutto, né si può sempre chiamare in causa la sfortuna o gli alibi di turno: l’Avellino era senza Braglia e senza Pane, certo ma aveva recuperato Luigi Silvestri (subito in campo) e Aloi. E’ mancata la grinta del tecnico in panchina? Diciamo che neanche Braglia la vorrebbe come scusa. Certo l’Avellino ha preso gol dopo neanche due minuti e ha dovuto inseguire per tutta la gara, tra l’altro sotto una pioggia battente e un campo molto stretto, ma di contro la squadra biancoverde ha avuto 90 minuti e oltre (recupero compreso) per provare a recuperarla, e la pioggia esisteva anche per gli avversari.

Paradossalmente l’Avellino ha tentato maggiormente (ma sempre in maniera confusa e casuale) di trovare il gol nel primo tempo, ma sempre attento Crispino, che nella ripresa, quando avrebbe dovuto tentare l'assalto e invece la Virtus ha giocato meglio, ha sbagliato un rigore, mentre l’Avellino è andato lentamente spegnendosi. Poche idee, nessun gioco, il solo Maniero a fare a sportellate lì davanti senza alcun supporto: Molino, oggi in panchina, ha provato ad alternargli al fianco un po’ tutti, Fella, Bernardotto, ma il risultato non è cambiato. Se ci mettiamo anche diverse ingenuità difensive (in primis quella sul gol) e un centrocampo poco attivo, ecco che il risultato diventa scritto.

Avevamo parlato di un mese verità appena iniziato, il primo match è andato male ed è arrivata anche la prima sconfitta in trasferta, dove l’Avellino aveva sempre fatto punti. Ma si gioca ogni 3 giorni, mercoledì ci sarà il recupero con il Bisceglie, i conti li tireremo a fine mese.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 06 dicembre 2020 alle 20:00
Autore: Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
Vedi letture
Print