editoriale

Una sofferenza immane ma il fortino regge anche in dieci: saranno Final Four! Con il dodicesimo uomo in più

Una sofferenza immane ma il fortino regge anche in dieci: saranno Final Four! Con il dodicesimo uomo in più

Una sofferenza immane, durata dal primo all’ultimo minuto, come era prevedibile ma forse evitabile, ma l’importante è che i Lupi ce l’abbiano fatta. Saranno Final Four, il sogno continua: l’Avellino arriva tra le...

Domenico Fabbricini

Una sofferenza immane, durata dal primo all’ultimo minuto, come era prevedibile ma forse evitabile, ma l’importante è che i Lupi ce l’abbiano fatta. Saranno Final Four, il sogno continua: l’Avellino arriva tra le quattro finaliste che si giocheranno l’accesso in serie B. Ma come da copione non c’è neanche il tempo di riposarsi e riflettere sull’accaduto, domenica si torna in campo, contro il Padova. Ma ha rischiato fino a pochi minuti dal termine la formazione euganea di lasciare anzitempo la competizione, rimontata dal Renate fino al 3-0, annullato addirittura il 4-0 ai lombardi, poi all’82’ Ronaldo ha pareggiato il risultato dell’andata, qualificando i veneti.

E’ stata la partita che ci si aspettava, dicevamo: dopo il 2-0 dell’andata, risultato che ha praticamente sancito la sfida e la conduzione di questa gara di ritorno, logico che l’Avellino approntasse una gara accorta e di difesa, senza disdegnare la ripartenza, giocando comunque bene e correndo pochi rischi fino al 30’. Fino alla sciagurata espulsione di Aloi che ha messo tutto in salita e poteva compromettere i piani di Braglia. Una doppia ammonizione rimediata nel giro di pochi minuti che ha costretto i compagni in dieci per oltre un’ora e l’Avellino a una gara prettamente difensiva per tutto il prosieguo del match. Anche perché Braglia ha rimesso subito le cose a posto, inserendo De Francesco per Santaniello, rinunciando quindi del tutto ad attaccare (Maniero unica punta si è battuto come un leone ma ha potuto ben poco da solo) e badando soprattutto a non prenderle. Ma se il primo tempo è scorso via in maniera abbastanza tranquilla, è nella ripresa che il Sudtirol ha pigiato, come era prevedibile, maggiormente il piede sull’acceleratore: una traversa, due gol annullati per fuorigioco, diversi interventi difensivi al limite e un gol su rigore al 97’ la dicono tutta sull’andamento della ripresa. Ma anche stavolta l’Avellino ha dimostrato di avere una difesa accorta, reattiva, ermetica che ha permesso, seppur con qualche brivido finale, di passare il turno. Bisognerà comunque fare i conti con i tantissimi diffidati che la formazione biancoverde si porta dietro, oltre che con la squalifica di Aloi, che probabilmente sarà sostituito da De Francesco. Ma intanto andiamo avanti. Domenica si va a Padova per un’altra battaglia, contro una delle formazioni più accreditate per il salto di categoria, ma che oggi ha dimostrato di non essere poi così imbattibile.

Ultima nota degna di citazione, il ritorno del pubblico. E’ stato un vero piacere per le orecchie e gli occhi, a tratti quasi strano, dopo quasi due anni di assenza rivedere il pubblico sugli spalti, rivedere bandiere e maglie biancoverdi, risentire quei cori che ora da qui alla fine potranno accompagnare i calciatori verso l’obiettivo. Tutti insieme, uniti.