Il 2021 dell'Avellino è iniziato con un pareggio di sostanza sul campo di una delle formazioni che può vantare tanta qualità in mezzo al campo. A Teramo, l'Avellino ha saputo restare aggrappato all'incontro dopo il fortunoso vantaggio degli abruzzesi, dopo soli nove minuti di gioco. Giocando un discreto calcio, pur senza mai creare grossi pericoli alla difesa avversaria, la squadra di Braglia ha trovato il momento giusto per affondare il colpo, sfruttando un calcio di rigore sacrosanto commesso da Diakite, promesso sposo del Sassuolo, sull'indemoniato Bernardotto, che ha iniziato il nuovo anno come aveva terminato il 2020.

A centrocampo il solito Aloi ha portato la croce, aiutato da D'Angelo che s'è scoperto goleador dal dischetto, siglando il secondo rigore nelle ultime quattro gare di campionato. Adamo è stato provato da mezz'ala con risultati poco soddisfacenti, mentre Carriero ha già iniziato a mostrare qualche piccolo assaggio della sua qualità, in attesa che metta nelle gambe minuti per tornare a essere quello ammirato l'anno scorso a Monopoli. Non ha brillato Baraye, entrato per far rifiatare uno stanco Tito, ma piuttosto arruffone in alcune giocate. Nel complesso la prestazione è piaciuta, ma c'è un grosso limite da non sottovalutare: la tenuta fisica.

L'Avellino ha chiuso il 2020 con otto gare in 25 giorni ed era normale che accusasse stanchezza e qualche battuta a vuoto nelle ultime uscite dell'anno solare. Con la Vibonese ha vivacchiato nella sua metà campo aggredita da un avversario che aveva più gamba, come il Teramo, che ha chiuso in crescendo la partita e per poco non la vinceva con quel colpo di testa di Pinzauti che si è spento sul palo, a Forte battuto.

Il vistoso calo fisico ha condizionato negativamente gli ultimi 20-25 minuti dei biancoverdi, costretti ad arroccarsi dietro la metà campo per limitare le sfuriate poco producenti, palo a parte, degli uomini di Paci. Eppure la pausa avrebbe dovuto regalare smalto a una squadra fiaccata dagli impegni a causa dell'emergenza Covid che ha scompaginato il calendario; avrebbe dovuto restituire un collettivo più in forma, cosa che è avvenuto solo per la prima ora di gioco. Raggiunto il pareggio, a parte la fiammata di Fella, l'Avellino non ha creato più nulla, preferendo difendere il risultato, comunque positivo in ottica terzo posto.

Una scelta rischiosa, che per fortuna non ha portato a gravi conseguenze. Su quest'aspetto c'è ancora tanto da lavorare. Intanto Braglia attende rinforzi, ha fatto le sue scelte tenendo fuori dai convocati Nikolic, Marco Silvestri e Bruzzo, ormai in odore di taglio. Senza prima sfoltire non si potrà intervenire ancora sul mercato: congelato l'arrivo di Illanes, l'ultimo previsto in questa sessione, il tecnico di Grosseto lavora col materiale a disposizione, sperando in un presto ritorno di De Francesco e nelle qualità, purtroppo ancora non mostrate, da Errico.

Sezione: Editoriale / Data: Sab 09 gennaio 2021 alle 20:40
Autore: redazione TuttoAvellino / Twitter: @tuttoavellinoit
Vedi letture
Print