Ci si attendeva la prova di maturità per l'Avellino, dopo la bella vittoria di lunedì con il Crotone che aveva riacceso gli entusiasmi dei tifosi. Entusiasmi che frenano in Puglia, in casa del Cerignola, che palesa tutti i limiti di questo Avellino. L'Audace (di nome e di fatto) vince con grandissimo merito la gara e anzi, se non fosse stato per un grande Pasquale Pane, il risultato sarebbe stato ancora più largo per i pugliesi.
Una gara che l'Avellino aveva anche approcciato bene, ma che poi ha visto i padroni di casa punire, lì dove Rastelli temeva, con le imbucate per i veloci attaccanti, che hanno messo in enorme difficoltà la retroguardia irpina.
Primo tempo che ha visto il Cerignola fallire anche un rigore (ancora procurato da Trotta, dopo quello con il Crotone), grandissimo Pane a parare su Achik e deviare sul palo. Un altro palo colpito dall'Audace a suggellare un primo tempo dominato dai padroni di casa. Avellino non pervenuto e con lo 0-0 che va anche bene agli uomini di Rastelli dopo i primi 45 minuti.
Nella ripresa, l'episodio arriva, in favore dei lupi. Una grande giocata di Trotta libera Russo che insacca con un bel piatto destro. Ecco, qui potrebbe partire una nuova partita e anche una nuova stagione per l'Avellino. Perchè è un episodio che può spaccare la gara e dare enormi certezze ai biancoverdi.
E invece, il Cerignola continua a fare il suo gioco, infilando la colpevolissima difesa irpina, che fa i regali, prima con Benedetti, in occasione del gol del pareggio e con Auriletto, appena entrato, nell'episodio del 2-1, segnati dal migliore in campo, Achik. Va detto, il 2-1 è viziato da un fallo su Auriletto, che poi sbatte su Pane, ma gli alibi non devono esistere, anche perchè l'Avellino non è più stata im grado di reagire, subendo anche il terzo gol, del neo entrato bomber Malcore.
Un 3-1 che manda il Cerignola in paradiso, al quarto posto, a 41 punti, l'Avellino che al momento sarebbe decimo, a 35 punti, a -5 da quell'obiettivo minimo dichiarato, ma che oggi, evidentemente, non è più così facile da raggiungere.
C'è poco da dire, il Cerignola si è dimostrato superiore, squadra più rodata, con le idee chiare, che ha palesato tutti i limiti della compagine di Rastelli, soprattutto difensivi.
Un reparto tagliato come lama del coltello nel burro, ogni qual volta i pugliesi attaccavano.
E Rastelli lo sapeva, che quella di oggi sarebbe stata molto più difficile delle gare con Crotone e Potenza.
L'Avellino fatica contro squadre che non lasciano spazi e poi ripartono, mentre ha dimostrato contro tutte le squadre che giocano la gara a viso aperto, Catanzaro stesso, che può giocarsela alla pari. Limiti che ovviamente bisogna limitare in vista dei playoff, se si vuole puntare a qualcosa di importante.
L'Avellino a Cerignola incassa una bella lezione, e fallisce un esame di maturità importante. Il Cerignola ha dimostrato di essere forte e oggi è stato nettamente superiore ai lupi, al di là degli errori dell'Avellino, che sono stati poi determinanti. Arrivare al quarto posto, non sarà così una passeggiata.
La classifica resta corta, ora l'Avellino non deve fallire le due gare interne di fila che il calendario propone, prima della sfida a Catanzaro, che sembra avere la pancia piena, e la sconfitta di oggi con l'ultima della classe Viterbese, lo dimostra.
Viterbese che sarà la prossima rivale dei lupi al Partenio, domenica prossima, un avversario da non sottovalutare, con l'Avellino che deve azzerare quanto fatto oggi, per ripartire, cercando di limitare tutti gli errori.
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