editoriale

Tutto come un mese fa: Avellino brutto e spaesato. Dicembre sarà il mese-verità

Tutto come un mese fa: Avellino brutto e spaesato. Dicembre sarà il mese-verità

Dove eravamo rimasti? Con un Avellino in pericolosa involuzione di gioco e risultati, rimaneggiato dal Covid e incapace di vincere. Ecco, 18 giorni dopo purtroppo ritroviamo lo stesso Avellino, troppo brutto per essere lo stesso che ha stupito a...

Domenico Fabbricini

Dove eravamo rimasti? Con un Avellino in pericolosa involuzione di gioco e risultati, rimaneggiato dal Covid e incapace di vincere. Ecco, 18 giorni dopo purtroppo ritroviamo lo stesso Avellino, troppo brutto per essere lo stesso che ha stupito a inizio campionato. E in effetti lo stesso non è, privo di diversi elementi ancora in quarantena, non al meglio della condizione, possiamo dire che le preoccupazioni della vigilia sono diventate realtà. L'Avellino non è tornato in campo pronto dal punto di vista fisico, la lunga sosta forzata e il fisico provato dal Covid hanno restituito una squadra lontana parente di quella che ha inanellato sei risultati utili consecutivi a inizio campionato.

Contro il Catania è andato in scena un Avellino brutto, forse anche peggio di quello visto contro il Catanzaro, incapace di creare pericoli per oltre 80 minuti, se non qualche rara fiammata di Fella, quasi sempre imprecisa. A fare la partita è stato il Catania, che pur non mostrando un gioco trascendentale, ha portato a casa un 2-0 col minimo sforzo, frutto di un autogol e un preciso colpo di testa. Ma questa squadra, per quello che ha fatto vedere, non avrebbe potuto raccogliere di meglio oggi, al massimo un pari peraltro neanche tanto meritato. Troppo tardi si è svegliata la squadra dopo il gol di Maniero, arrivato ormai troppo tardi. Ma per buoni tratti di gara in campo si è visto il nulla. 

Una partita brutta e sonnacchiosa nel primo tempo, ravvivata nella ripresa solo dai gol. Un Avellino senza mordente, senza grinta, quasi senza voglia. O probabilmente senza testa, che ci può anche stare visto il periodo. Come ha detto anche Braglia, si pensa più ai tamponi, all'evitare il contagio che a preparare le partite. Non che il Catania abbia offerto di meglio, si diceva, ma quantomeno la squadra etnea è apparsa più convinta e determinata sull'obiettivo rispetto ai Lupi, ancora una volta spaesati e lenti in campo. La speranza ora è che, le tante partite ravvicinate previste a dicembre, possano quantomeno rimettere nelle gambe dei calciatori quella forma che gli permetta di riconquistare posizioni in classifica. Se l'obiettivo dell'Avellino non è infatti sicuramente il primo posto, è comunque un peccato perdere punti come sta facendo la squadra nelle ultime giornate e perdere terreno in una classifica in cui, per le potenzialità che il gruppo ha, potrebbe tranquillamente stare nelle prime 4-5 posizioni.

Purtroppo la lunga sosta non è servita a voltare pagina e ritrovarsi, anzi ha peggiorato la situazione. Per fortuna, o purtroppo, ora si giocherà ogni 3 giorni: non ci sarà il tempo di rimuginare troppo su quello che poteva essere e non è stato. Dicembre sarà un mese verità, tra 30 giorni potremo avere un quadro più chiaro sul destino che attende l'Avellino in questa stagione.