"Tutino non è ancora a disposizione, non è ancora tra i convocati, non conosciamo ancora i tempi di recupero. E' giusto che venga lo staff medico a spiegare ma non è una cosa da poco". La doccia fredda è arrivata questa mattina in conferenza stampa, quando Biancolino ha confermato che anche il neo arrivato Tutino è fermo in infermeria per un tempo non precisato e non sarà ancora possibile vederlo all'opera, anche se indiscrezioni sul suo stato di forma non propriamente eccezionale circolavano già da qualche giorno, come vi avevamo riportato (rileggi qui). Un film già visto negli ultimi tempi ad Avellino, che sta ridimensionando l'iniziale entusiasmo per la campagna acquisti condotta. Favilli, Tutino, Biasci, uniti a Lescano, Patierno, avevano portato anche i più quotati quotidiani nazionali a inserire l'Avellino tra le possibili outider del campionato, sia per la campagna di rafforzamento condotta sia per le ambizioni della proprietà. Ma proprio l'attacco, il settore che sembrava maggiormente affollato dopo i recenti arrivi (senza dimenticare Insigne, Russo, Panico, D'Andrea, che sono sì trequartisti ma possono giocare anche da attaccanti esterni), si è trovato dimezzato da infortuni più o meno a sorpresa.
Sfortuna chiaramente per i recenti infortuni di Patierno (infezione virale che ne ha costretto il ricovero in ospedale, anche se a prescindere da questo episodio è comunque un giocatore che si deve sempre gestire per acciacchi fisici vari) e di D'Andrea (rottura del menisco), meno chiare le situazioni legate a Favilli e Tutino. Due che potenzialmente potrebbero e dovrebbero giocare titolari, in grado di fare la differenza in qualsiasi squadra di B, ma evidentemente due scommesse che l'Avellino ha sottovalutato. Favilli viene da una lunga serie di infortuni che ne hanno limitato la carriera, che poteva anche prevederne l'impiego fisso in serie A, una scommessa che sembrava vinta dopo il buon ritiro svolto a Rivisondoli, fino al nuovo stop e la decisione di operarsi per risolvere un male che si portava dietro da almeno 3-4 anni (una scommessa consapevole, quindi). Tutino veniva da una pulizia alle caviglie, un rischio calcolato anche in virtù del buon ritiro svolto con la Sampdoria, ma arrivato ad Avellino già in condizioni precarie tant'è che non è mai stato convocato nelle prime due partite.
Passi la sfortuna, passi il voler scommettere sulle condizioni di un giocatore, ma due (considerati anche i costi dei relativi ingaggi) sono davvero una sfida alla sorte troppo elevata. Di fatto l'Avellino, da un potenziale attacco disarmante si ritrova con il solo Lescano, all'esordio in B, affiancato dal neo arrivato Biasci, preso negli ultimi giorni di mercato per far fronte appunto all'infortunio di Favilli: e per fortuna che è arrivato altrimenti Biancolino avrebbe dovuto adattare al fianco dell'argentino uno tra Russo, Panico o Insigne. Disappunto per tali scelte non mascherato neanche tantissimo dall'allenatore oggi in conferenza stampa: "Sul mercato ho già parlato con chi dovevo parlare" ha detto, facendo intendere di aver già discusso con il ds delle problematiche avute in attacco, e probabilmente sulle indicazioni diverse rilasciate in sede di calciomercato. Con un mercato iniziato a fine aprile, si aveva tutto il tempo per poter operare meglio, scegliere giocatori già pronti, considerato che Favilli tornerà per novembre/dicembre se tutto va bene, Tutino forse a novembre, visto che dalle ultimissime dovrà anche operarsi ancora a una caviglia.
Insomma un Avellino incerottato che ha iniziato già in affanno (dal punto di vista dell'infermeria e delle opzioni a disposizione dell'allenatore) questo campionato di B, e ripetiamo con una promozione conquistata già a metà aprile: scelte limitate ma uomini comunque di valore a disposizione di Biancolino, che soltanto con i risultati e una classifica tranquilla potrà allontanare questi primi malumori che cominciano a circolare nell'ambiente.
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