Se il momento più emozionante della gara è stato il concitato finale, con i 15 minuti di recupero dovuti all'infortunio dell'arbitro e la doppia espulsione di Jefferson e Silvestri, è tutto dire. Non una bella gara, per usare un eufemismo, quella andata in scena al 'Francioni' di Latina tra pontini e Avellino, una partita che ha regalato poco sul piano dello spettacolo e delle azioni da rete, con i due portieri rimasti quasi inoperosi. Le occasioni si possono contare sulle dita di una mano, tutte di marca irpina: un tiro alto di Kanoute nel primo tempo, la traversa di Maniero nella ripresa, forse l'unica vera azione del match, e il colpo di tacco ancora di Maniero, in pieno recupero, su tiro sbilenco di Tito. Poi nulla più. Una partita farraginosa, difficile, in cui il Latina ha badato più a non far giocare l'Avellino e far scorrere i minuti. Minuti che, come si diceva, sono diventati infiniti quando l'arbitro ha accusato prima un dolore, facendosi massaggiare per alcuni minuti il polpaccio, poi ha alzato bandiera bianca, lasciando il posto al quarto uomo. Totale 11 minuti di recupero che sono poi diventati 15 per un extra time, si diceva, che ha regalato le principali emozioni e purtroppo non per la spettacolarità delle giocate: prima il nuovo infortunio di Maniero, che speriamo non lo tenga ancora lontano dal terreno di gioco, quindi le scintille tra Jefferson e Silvestri, con il cartellino rosso per entrambi e un accenno di rissa prima in campo poi verso il tunnel.
Lo specchio di una partita che non passerà agli annali per il contenuto sportivo, ma che conferma come i problemi dell'Avellino non siano svaniti con il cambio tecnico. Come la vittoria sul Monterosi non poteva nascondere i problemi accusati nelle due sconfitte di Catanzaro e Francavilla, così quella sulla Fidelis Andria non ha trasformato una squadra che nelle ultime tre trasferte ha guadagnato un solo punto, quello odierno appunto. Troppo presto per giudicare il lavoro di Gautieri, arrivato da meno di una settimana, troppo poco per inculcare qualche idea nuova nella squadra. Ma qualcosa bisognerà rivedere soprattutto in attacco, dove finora qualcosa si era comunque creato, mentre oggi è vero che non si sono subite reti, ma neanche si è andati vicino al segnarle.
Ringraziano Catanzaro e Bari, che nel momento in cui scriviamo devono ancora scendere in campo e hanno l'opportunità di allungare in testa. E ringraziano le inseguitrici, come Virtus Francavilla e Palermo, che avranno l'opportunità di accorciare nuovamente la classifica. Purtroppo nulla è cambiato rispetto a quanto si diceva a inizio mese: una squadra troppo incostante, quella irpina, per puntare al primo posto. Certamente il Latina era in forma e un punto in terra pontina si può ben accettare, ma è la prestazione in campo a lasciare alquanto delusi. Intanto prendiamoci questo passettino, le tante partite ravvicinate e gli infortuni non aiutano, e testa alla prossima: sabato si torna subito in campo, l'avversario sarà il Catania dei tanti problemi societari.
Lo specchio di una partita che non passerà agli annali per il contenuto sportivo, ma che conferma come i problemi dell'Avellino non siano svaniti con il cambio tecnico. Come la vittoria sul Monterosi non poteva nascondere i problemi accusati nelle due sconfitte di Catanzaro e Francavilla, così quella sulla Fidelis Andria non ha trasformato una squadra che nelle ultime tre trasferte ha guadagnato un solo punto, quello odierno appunto. Troppo presto per giudicare il lavoro di Gautieri, arrivato da meno di una settimana, troppo poco per inculcare qualche idea nuova nella squadra. Ma qualcosa bisognerà rivedere soprattutto in attacco, dove finora qualcosa si era comunque creato, mentre oggi è vero che non si sono subite reti, ma neanche si è andati vicino al segnarle.
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