L'Avellino si ferma a 14. Dopo 14 risultati utili consecutivi, di cui 11 vittorie, l'Avellino riassapora il gusto amaro della sconfitta, prima volta nel girone di ritorno. Una sconfitta che può starci, ci mancherebbe, anche perché l'Avellino caduto in Sicilia non è apparso passivo e involuto, come per esempio accaduto a Francavilla (giusto per citare quella che è rimasta la partita più brutta dell'anno), ma vivo, grintoso, e forse avrebbe meritato anche il pareggio. Pesa il gol fortunoso arrivato dopo pochi minuti e che ha subito indirizzato la partita in una certa maniera: prima volta che i biancoverdi si sono ritrovati sotto nell'ultima striscia positiva e che hanno faticato a ritrovare serenità mentale e giocate. Ha pesato anche il terreno pesate, cui i Lupi non sono abituati, apparsi infatti a più riprese appesantiti e in difficoltà di equilibrio rispetto agli avversari. Si vedeva che le giocate non riuscivano come si sarebbe voluto, un po' per il contraccolpo dello svantaggio, un po' appunto per un terreno che non permetteva le solite giocate in velocità. Eppure l'Avellino non si è disunito, neanche dopo il 2-0, anzi con un sussulto l'orgoglio ha trovato il rigore del 2-1 sul finire di primo tempo, e nella ripresa ha provato più volte a trovare la via della rete. Il tiro di D'Angelo a botta sicura respinto dal portiere, il gol di testa di Santaniello in fuorigioco, lo sfortunato tocco di Santaniello sulla palla rubata da Rizzo che sarebbe andato in porta, se il compagno d'attacco non l'avesse giocata in evidente fuorigioco. Ci ha provato e forse lo avrebbe meritato l'Avellino il gol: il rigore finale del 3-1 non fa testo in una partita ormai finita, anche se l'ingenuità di Silvestri (uno dei migliori fino a quel momento) resta grave.

Una sconfitta che deve quindi servire più da insegnamento che dar originire a drammi, il Catania del neo allenatore Baldini ha giocato con la grinta di una finale e ha meritatamente portato a casa i tre punti; l'Avellino mantiene il secondo posto, anche se perde l'occasione di allungare e potrebbe rischiare di farsi riavvicinare dal Bari (nel momento in cui scriviamo non si conosce ancora l'esito della partita del Galletti). Le positività al Covid di Carriero e De Francesco hanno privato Braglia di idee fresche a centocampo, Fella è apparso in difficoltà come nelle ultime partite, Tito dopo una partita strepitosa contro il Potenza è stato nuovamente richiamato in panca dopo 5 minuti del secondo tempo. Forte ha perso quel mezzo secondo decisivo per intercettare la punizione dell'1-0, seppure con la scusante della deviazione, mentre è entrato bene in partita Rizzo. Anche questo ha inciso in un momento di difficoltà che però potrebbe passare indenne visto che il vantaggio accumulato fin qui potrebbe permettere la disputa dei playoff in una buona posizione: l'importante sarà recuperare uomini e forze negli spareggi promozione, sarà lì che risultati come quello di oggi non saranno accettati.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 21 marzo 2021 alle 16:00
Autore: Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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