L'Avellino svolge bene il compitino a Picerno, in questi casi si dice che quel che contava era la vittoria e vittoria è stata, ma senza entusiasmare. Sotto il piano del gioco, delle occasioni create e della condizione fisica, non si è infatti assistito a grossi passi avanti rispetto alle gare contro Messina e Catania, la squadra ha anche sofferto per quasi tutto il secondo tempo con la differenza, questa volta, di essere riusciti a non subire gol. Ma c'è ancora da lavorare, come ha detto anche mister Gautieri a fine partita: una squadra che punta al secondo posto ancora raggiungibilissimo e magari a vincere i playoff, deve imparare a diventare maggiormente padrona del gioco. Sicuramente Picerno era un campo difficile contro una squadra in lotta per i playoff, ma ripetiamo, non riuscire mai a chiudere le partite espone la squadra a un costante rischio rimonta che può concretizzarsi in qualunque momento, vedi appunto Messina e Catania. E il Picerno ha pure avuto le sue chance di rimonta, seppur non sfruttate.

Insomma, permane l'annoso problema realizzativo in attacco, Gautieri ha confermato il 3-5-2 con cui ha fatto bene nel primo periodo in biancoverde, lasciando per ora in soffitta il suo 4-3-3 anche per assenza di validi interpreti ma ciò nonostante le occasioni da rete si contano sulle dita di una mano. Stavolta ci ha pensato Kragl a tirar fuori il coniglio dal cilindro, ma come scrivevo solo pochi giorni fa, non si può sempre sperare nella giocata del singolo, nella genialata di Kragl, nell'inzuccata di un difensore. Una squadra forte, che vuol salire di categoria, che vuole convincere oltre che vincere, deve diventare più pericolosa. Invece, con l'assenza di Maniero, così come è da inizio campionato, l'Avellino fa un'enorme fatica a trovare il gol. Murano, l'investimento più impegnativo di gennaio, continua a stentare e a deludere; Plescia, ormai è assodato, appare un pesce fuor d'acqua e quasi certamente sarà ceduto in estate; Kanoute e Micovschi sono esterni e non è da loro che si aspettano gol a grappoli, anche se proprio loro due hanno confezionato le migliori occasioni da rete, entrambe fallite da Kanoute. Insomma il problema c'è ed è reale, dovrà essere bravo Gautieri, in questo finale di stagione, a trovare delle alternative a Maniero sperando di recuperarlo in tempo per il rush finale e per i playoff e delle maniere di portare in rete altri calciatori.

Cosa che l'Avellino fa anche bene 20 diversi marcatori fin qui ma vincere di misura espone sempre a un rischio. Ecco perché in questa settimana, finalmente intera di lavoro, si dovranno studiare soluzioni per rendere la squadra più solida, creativa e propositiva. Altrimenti torniamo alla 'pareggite' di inizio stagione: va bene prendere pochi gol l'Avellino è tra le migliori difese del campionato ma se non segni non vinci. Abbastanza elementare.

Con il Bari ormai in B, sarà fondamentale arrivare al secondo o terzo posto per saltare direttamente alla final four nazionale: nelle prossime 4 gare l'Avellino se la vedrà contro Turris, Bari presumibilmente già promosso, Vibonese e Foggia. Il Catanzaro contro Monterosi, Foggia, Campobasso e Vibonese. Calendario sulla carta più agevole per i calabresi, per superarli l'Avellino dovrebbe vincerle tutte e sperare che il Catanzaro non ne vinca più di due: forse più facile guardarsi dietro e tenersi stretto il terzo posto dalle insidie di Monopoli e Palermo. Il recupero dei pugliesi dirà molto in quest'ottica, ma solo facendo il massimo nelle prossime quattro l'Avellino potrà assicurarsi un posto privilegiato negli spareggi promozione.
Sezione: Editoriale / Data: Dom 27 marzo 2022 alle 17:36
Autore: Domenico Fabbricini
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