Primo dato della serata: l'Avellino fuori casa è inarrestabile. In tre partite giocate lontano dal Partenio (su 4 di campionato) i Lupi hanno conquistato 9 degli attuali 10 punti. Secondo dato: cade l'imbattibilità di Forte, che subisce gol dopo quasi 4 partite consecutive di imbattibilità, ma tolto il finale thrilling questo non inficia una vittoria netta e meritata. Magari è ancora presto per sognare, 4 partite di campionato non sono nulla a confronto di un percorso lungo e tortuoso, ma di certo possiamo dire che l'Avellino è partito col piede giusto, anzi forse anche oltre ogni più roseo pronostico. Chi avrebbe immaginato un Avellino, ricostruito totalmente questa estate e completato solo nell'ultimo giorno di mercato, a 10 punti dopo le prime 4 partite di campionato, imbattuto e con un solo gol al passivo? Forse neanche D'Agostino, solitamente ottimista, nelle sue migliori previsioni. E con due partite da recuperare che, vista la capolista Ternana a 12 punti, potrebbero proiettarlo addirittura da solo in testa alla classifica.

Meglio non fare voli pindarici, l'esperienza e la storia recente insegnano a restare saldamente con i piedi per terra, soprattutto in un periodo di incertezza come quello che stiamo vivendo. Ma si può certamente dire che, tra tante difficoltà e sofferenze nella vita di ognuno di noi, almeno il calcio sta ricominciando a regalare una gioia al popolo irpino. Anche a Foggia l'Avellino ha dato l'ennesima prova di solidità, difesa ancora una volta robusta e concentrata, nonostante l'assenza di Silvestri in isolamento, il solito D'Angelo che quando va in gol è garanzia di vittoria (terzo centro in 4 partite) e attacco pungente, con Santaniello che ha trovato anche il suo primo gol in campionato. Unica nota negativa la bocciatura di Burgio, sostituito da Braglia dopo soli 25 minuti di gioco: il tecnico irpino lo ha sempre definito troppo "timido" fin dal primo giorno, "si deve svegliare!" ha sempre ripetuto e oggi gli ha dato un segnale forte sostituendolo dopo neanche mezz'ora. Non l'ha presa benissimo chiaramente il laterale scuola Atalanta, uscito visibilmente contrariato, ma evidentemente Braglia deve essere arrivato allo stremo della sua sopportazione per perpretare un gesto così deciso: cercheremo di capirne di più nei prossimi giorni.

Per il resto è ancora una volta un gran bell'Avellino, con una rosa finalmente profonda e varia, capace di dire la sua in questo campionato. Come si diceva mancano ancora tante partite e soprattutto gli scontri diretti con le corazzate (Ternana, Bari, Catania,...) ma si dice che chi ben comincia è a metà dell'opera, e oltre a cominciare bene questo gruppo sembra avere una fame, una sicurezza nei propri mezzi, una cattiveria agonistica (trasmessa forse dal proprio allenatore) che la porteranno lontano. Non resta che mettersi comodi e godersi il viaggio.

Sezione: Editoriale / Data: Gio 22 ottobre 2020 alle 23:45
Autore: Domenico Fabbricini / Twitter: @Dfabbricini
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